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Cronaca 3 min di lettura1 ott

Scuola e STEM, in palio 25 milioni: chi può partecipare

Il nuovo bando del Fondo per la Repubblica Digitale finanzia percorsi di formazione e orientamento per ragazze e ragazzi delle scuole medie e superiori.

Competenze digitali ancora insufficienti, pochi laureati nelle discipline scientifiche e un forte divario di genere: è su questo scenario che interviene Polaris+, la nuova fase del programma promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale. L’iniziativa mette a disposizione 25 milioni di euro per accompagnare gli studenti verso scelte più consapevoli negli studi e nel lavoro.

Le proposte potranno essere inviate entro le ore 13 del 21 gennaio 2027 attraverso il portale Re@dy. Il bando riguarda gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado e punta a rafforzare conoscenze e abilità in ambito STEM e ICT.


Il divario digitale resta ampio

Nel 2025, secondo i dati più recenti dell’Istat, appena il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni disponeva di competenze digitali di base. Gli specialisti ICT costituivano circa il 4,1% dell’occupazione complessiva, mentre i laureati del settore erano circa l’1,5%, contro una media europea del 4,5%.

Alla distanza rispetto agli altri Paesi si sommano le differenze tra uomini e donne: le professioniste rappresentano soltanto il 17% degli esperti ICT e le laureate nelle discipline STEM circa il 16%. Il Rapporto Nazionale INVALSI segnala inoltre risultati più deboli in matematica e scienze nel Mezzogiorno e nelle Isole rispetto a Nord e Centro, mentre tra i più giovani continuano a circolare stereotipi che associano le carriere scientifiche soprattutto agli uomini.


Più risorse per pochi progetti

Polaris+ nasce come ampliamento della prima edizione di Polaris. Il Piano Strategico 2025-2026 del Fondo prevede infatti di portare su scala maggiore i bandi già sperimentati, premiando le iniziative che hanno prodotto i risultati più significativi.

Rispetto al precedente intervento saranno selezionati meno progetti, ma con finanziamenti più consistenti, una platea più ampia di destinatari e partenariati più articolati. L’obiettivo è individuare modelli efficaci da mettere a disposizione delle istituzioni pubbliche per future politiche di orientamento e formazione.

Secondo Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica, «il Governo è fortemente impegnato a rafforzare le competenze digitali delle nuove generazioni, fondamentali per il futuro economico e sociale del nostro Paese». Il nuovo intervento, ha aggiunto, prosegue il lavoro avviato con Polaris e intende preparare i giovani a un’economia sempre più legata alla tecnologia.


Come sono ripartiti i 25 milioni

La candidatura è riservata a raggruppamenti guidati da enti privati senza scopo di lucro. Ogni partenariato dovrà comprendere almeno tre e non più di otto soggetti, includendo eventualmente enti pubblici e imprese, e dovrà coinvolgere obbligatoriamente almeno tre istituti scolastici.

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La dotazione prevede 14 milioni di euro per i progetti rivolti a Nord e Centro e altri 11 milioni destinati a Sud e Isole. In base all’età dei beneficiari, 7 milioni finanzieranno attività per gli studenti della scuola secondaria di primo grado, mentre 18 milioni saranno riservati a quelli della scuola secondaria di secondo grado.

Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato e Presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, ha sottolineato che «la collaborazione tra Governo e Fondazioni di origine bancaria è fondamentale per accompagnare i giovani verso scelte consapevoli». Il sostegno riguarderà sia nuove proposte sia i modelli già valutati come più validi.

Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri, l’orientamento è essenziale per valorizzare i talenti, aumentare la competitività e ridurre il disallineamento tra competenze richieste e opportunità lavorative. Il Fondo considera inoltre decisiva la possibilità di replicare gli interventi che avranno dimostrato maggiore efficacia.


Il ruolo del Fondo digitale

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una collaborazione tra Governo e Acri, l’Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio. Opera in linea con gli obiettivi di digitalizzazione del PNRR e del PNC ed è alimentato dai versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, che ricevono un credito d’imposta.

Nel corso delle sue attività finanzia percorsi di formazione e inclusione rivolti, tra gli altri, a NEET, donne, disoccupati, inattivi, lavoratori esposti al rischio di perdere il posto a causa dell’automazione, studenti, operatori dell’economia sociale, persone detenute e cittadini in condizioni di fragilità. Le iniziative più efficaci vengono poi riproposte su scala più ampia.

Per presentare il bando sono inoltre previsti due seminari gratuiti e aperti a tutti: il primo il 16/10 alle ore 10:00, il secondo il 20/10 alle ore 15:00.

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