6.000Lettori online ora
Cronaca 1 min di lettura2 ott

Scuola e simboli fascisti: a San Donà il caso arriva in Regione

Una scritta comparsa davanti agli istituti superiori riaccende l’allarme del Partito Democratico, che chiede interventi dopo un episodio simile a Mestre.

La scritta è comparsa in un luogo attraversato ogni giorno da centinaia di studenti: sulla pensilina dell’autobus situata davanti al complesso delle scuole superiori di San Donà di Piave, in provincia di Venezia. Il messaggio, «Scuola: a noi!», richiama il motto utilizzato dal fascismo e ha spinto il Partito Democratico a portare il caso all’attenzione della Regione Veneto.


La denuncia approda in Consiglio regionale

A segnalare l’accaduto sono stati Monica Sambo e Jonatan Montanariello, consiglieri regionali del Pd. I due esponenti hanno presentato un’interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo chiarimenti sull’episodio emerso nei giorni scorsi e sulle possibili iniziative da adottare.

Secondo Sambo e Montanariello, il luogo in cui è stato affisso lo striscione rende la vicenda particolarmente delicata. La presenza del richiamo fascista davanti a istituti frequentati quotidianamente da molti giovani, sostengono i consiglieri, non dovrebbe essere considerata un fatto marginale. Nel loro intervento richiamano anche la necessità di salvaguardare pensiline e altri impianti destinati a un servizio pubblico.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L’ombra di un episodio precedente

Nella loro richiesta alla Giunta, i consiglieri collegano il caso di San Donà di Piave a un’altra comparsa di messaggi analoghi avvenuta nelle settimane precedenti a Mestre, sempre nel Veneziano. La ripetizione di episodi con riferimenti alla propaganda fascista nelle vicinanze delle scuole è il punto sul quale chiedono una valutazione politica e istituzionale.

Sambo e Montanariello domandano quindi alla Regione se ritenga allarmante il ripetersi di questi fatti e quali azioni intenda mettere in campo per contrastarli. L’obiettivo indicato è proteggere gli studenti da richiami o forme di apologia di un regime che i consiglieri definiscono la pagina più tragica e buia della storia italiana.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere