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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Salute e sicurezza nazionale: il nuovo fronte passa da dati e IA

A Roma esperti e istituzioni analizzeranno conflitti ibridi, disinformazione, vulnerabilità digitali e resilienza collettiva in una prospettiva sanitaria allargata.

Il convegno è organizzato dal Centro Alti Studi (CeAS), insieme a I.PSI.trauma.MED e all'Istituto Universitario IPU – Università Pontificia Salesiana, con il patrocinio dell'International Conflict Society. La responsabilità scientifica dell'iniziativa è affidata a Liuva Capezzani.

Ad aprire la giornata saranno i saluti di Salvatore De Meo. Nel programma figurano anche Carlo Corazza, direttore del Parlamento europeo in Italia, e Claudio Casini, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, la cui presenza deve ancora essere confermata. Maria Gabriella Pasqualini presenterà inoltre il libro “Salute e Sicurezza. Prospettive interdisciplinari di interesse per l'approccio One Health allargato e l'intelligence”.

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La salute entra nella sicurezza nazionale

La tenuta sanitaria di una società non dipende più soltanto dalla capacità di affrontare epidemie o emergenze cliniche. Attacchi informatici, campagne di disinformazione, tecnologie avanzate e conflitti ibridi possono infatti indebolire le istituzioni e mettere sotto pressione le comunità.

È questo il quadro del convegno “Minacce sanitarie e sicurezza nazionale nei conflitti ibridi cognitivi”, previsto sabato 17 ottobre a Roma, nella sala David Sassoli di Esperienza Europa, in piazza Venezia. L'appuntamento, promosso dall'onorevole Salvatore De Meo, comincerà alle 9.30 e riunirà competenze provenienti da geopolitica, sanità, intelligence, sicurezza informatica e gestione delle crisi.


Dati e intelligenza artificiale sotto esame

Il confronto si concentrerà sul legame tra rischio sanitario e nuove modalità di conflitto, con uno spazio dedicato alla manipolazione delle informazioni, all'intelligenza artificiale e alla tutela dei dati relativi alla salute. L'obiettivo è esaminare come questi fattori possano condizionare sia le decisioni pubbliche sia la percezione collettiva delle emergenze.

Un ruolo centrale sarà assegnato alla prospettiva della “Salute unica” estesa. L'approccio considera insieme gli aspetti clinici ed epidemiologici e quelli psicologici, cognitivi, relazionali e digitali, mettendo la sicurezza sanitaria in relazione con la stabilità complessiva delle società.

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Tre tavoli per leggere le minacce

La prima sessione affronterà il rapporto tra sicurezza sanitaria e conflitti ibridi cognitivi. Tra i temi previsti figurano il posto della salute nella dottrina della NATO, le applicazioni dell'intelligence medica e i pericoli di profilazione o influenza psicologica legati all'intelligenza artificiale. Interverranno, tra gli altri, Alessandro Politi, direttore della NATO Defense College Foundation, Marco Filippi e Antonio Teti, esperto di intelligence informatica.

Il secondo appuntamento sarà dedicato alla resilienza psicologica e cognitiva, osservata attraverso le relazioni e i processi comunicativi. Il programma indica tra i partecipanti Alberto Mantovani, Liuva Capezzani, Flavio Tonelli e Alessandro Ceci.


Dalla cooperazione alla fiducia pubblica

L'ultimo tavolo esaminerà il rapporto tra attività d'intelligence e governo della sicurezza sanitaria. La discussione comprenderà il coordinamento tra apparati civili e militari, la capacità di prepararsi alle emergenze e l'importanza strategica delle informazioni sanitarie.

Nel panel saranno presenti Cesare Fanton, Andrea Malizia, Alberto Pagani, Marco Magheri e Marco Serale. Tra i nodi del confronto rientrerà anche la fiducia nelle istituzioni, considerata una componente essenziale della risposta collettiva quando una crisi sanitaria si intreccia con minacce informative e digitali.

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