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Cronaca 1 min di lettura59 min fa

Rosa Capuano condannata a 25 anni per il padre ucciso

La donna ha ammesso in aula il delitto del 23 dicembre 2024; esclusa l’aggravante dei motivi abietti e futili.

Rosa Capuano è stata condannata a 25 anni di reclusione per l’omicidio del padre Francesco, ucciso a Suzzara il 23 dicembre 2024. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Assise di Mantova.

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La confessione durante il processo

Nel corso dell’udienza la 47enne ha ammesso per la prima volta le proprie responsabilità, dopo avere sostenuto fino al 9 ottobre di non essere coinvolta. Davanti ai giudici ha detto: «Sono stata io. Non ce la facevo più. Ho preso la pistola e l’ho ucciso».

La vittima, che aveva 79 anni, è stata colpita con un’arma da fuoco nell’auto parcheggiata nel garage del condominio di via Biolcheria, dove padre e figlia abitavano insieme. In precedenza, durante l’interrogatorio del 9 ottobre, Capuano aveva invece dichiarato: «Sono innocente, non l’ho ammazzato».


La decisione della Corte

La Corte ha riconosciuto la premeditazione e l’aggravante legata al fatto che la vittima fosse il padre dell’imputata. Sono state invece escluse le aggravanti dei motivi abietti e futili; le attenuanti generiche sono state considerate equivalenti alle altre aggravanti riconosciute.

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La pubblica ministera Alessia Silimbani aveva chiesto la stessa pena di 25 anni, ritenendo che la confessione consentisse di non procedere con la richiesta dell’ergastolo. Secondo quanto emerso nel processo, Capuano viveva in una condizione di forte dipendenza economica dal padre e cercava una maggiore autonomia.


Il risarcimento ai familiari

La Corte ha stabilito anche una provvisionale complessiva di 150mila euro in favore dei tre fratelli della condannata. A ciascuno dei familiari è stata assegnata una somma di 50mila euro.

Due dei fratelli risiedono in Campania, mentre il terzo vive a Suzzara. Francesco Capuano è stato ucciso nell’autorimessa del palazzo di via Biolcheria, dove condivideva l’abitazione con la figlia.

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