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Cronaca 4 min di lettura6 ott

Ronaldo, il Portogallo vince senza di lui: il conto più amaro

Cristiano Ronaldo ha promesso ai tifosi portoghesi che spiegherà le proprie ragioni “al momento giusto”.

Cristiano Ronaldo ha promesso ai tifosi portoghesi che spiegherà le proprie ragioni “al momento giusto”. Nel frattempo, il suo Paese si è diviso: una parte del pubblico ha contestato Jorge Jesus e Pedro Proença, mentre sul campo è arrivata una risposta difficile da ignorare.

A 41 anni, Ronaldo si trova davanti a un passaggio delicato della carriera. Non soltanto perché il traguardo delle 1.000 reti è ormai vicino, ma anche perché la nazionale ha dimostrato di poter funzionare senza il suo capitano.


Gli addii decisi dai campioni

La storia dello sport offre esempi di fuoriclasse incapaci di accettare il declino e di altri campioni che hanno scelto personalmente il momento dell'uscita. Roger Federer, a 41 anni, salutò Londra tra le lacrime accanto a Rafael Nadal; Zlatan Ibrahimović chiuse il proprio percorso a San Siro alla stessa età, mentre Francesco Totti lasciò l'Olimpico a 40 anni.

Nessuno di loro è rimasto legato all'ultima prestazione, ma alla celebrazione che l'ha accompagnata. Di segno opposto furono i ritorni di Michael Jordan con i Washington Wizards, di Muhammad Ali contro Larry Holmes e Trevor Berbick e di Michael Schumacher in Formula 1 con Mercedes. Carlos Tevez, invece, descrisse il periodo allo Shanghai Shenhua con una frase rimasta celebre: “Sette mesi di vacanza strapagati”.


Mille gol e un ruolo da difendere

Il bilancio recente di Ronaldo resta imponente. Nell'ultima stagione con Al-Nassr ha segnato 28 volte in 30 partite di campionato, conquistato il primo titolo con il club e portato a 973 il totale delle reti in carriera. Per arrivare a quota 1.000 gliene mancano 27, mentre il contratto rinnovato nel 2025 resterà valido fino a giugno 2027.

Secondo le stime più diffuse, nei dodici mesi terminati a maggio le sue entrate hanno raggiunto circa 300 milioni di dollari: 235 legati all'attività sportiva e 65 alle attività collaterali. Tuttavia, quei 28 gol gli sono bastati soltanto per il terzo posto tra i marcatori del campionato saudita, dietro Quiñones e Toney. Il record personale, per quanto legittimo, non può diventare il criterio con cui una nazionale decide la propria formazione.


Il campo ha già risposto

La prima risposta concreta è arrivata a Copenaghen: il Portogallo ha superato la Danimarca 4-2 grazie alle reti di Cancelo, Gonçalo Ramos, Vitinha e João Félix. Rafael Leão ha inoltre indossato la maglia numero sette, tradizionalmente associata a Ronaldo.

Si è trattato della terza vittoria in altrettante gare di Nations League. I lusitani sono saliti a 9 punti, con un margine di 6 su ciascuna delle rivali, e hanno ottenuto il risultato senza che l'assenza del loro capitano sembrasse condizionare la squadra.

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Un segnale era già emerso nel luglio precedente, a Dallas, durante gli ottavi del Mondiale. La Spagna aveva eliminato il Portogallo per 1-0 al 91', nonostante Ronaldo fosse rimasto in campo per 99 minuti e avesse concluso tre volte, centrando lo specchio in due occasioni. In sei partecipazioni alla competizione ha raccolto 11 gol in 27 partite, diventando il primo calciatore a segnare in sei edizioni diverse; nelle gare a eliminazione diretta, però, ha trovato una sola rete, contro la Croazia.


La frattura esplosa in pochi giorni

Il 23 settembre Ronaldo aveva difeso il lavoro del commissario tecnico e detto di avere fiducia nel suo operato, sostenendo che alcuni mezzi d'informazione lo avrebbero voluto fuori dalla squadra. Quattro giorni più tardi, in Norvegia, il Portogallo vinse 2-1 senza schierarlo nemmeno per un minuto: Jesus preferì prima Gonçalo Ramos e poi João Félix.

Dopo quella partita Ronaldo rientrò direttamente negli spogliatoi, senza fermarsi a salutare compagni e avversari. Le telecamere lo ripresero anche in un confronto apparentemente teso con Jesus, che in passato lo aveva allenato all'Al-Nassr, ma nessuno dei due confermò il contenuto della conversazione.

Nei giorni successivi il capitano si allenò separatamente e tornò in albergo a bordo di un mezzo della Federazione. L'assenza venne motivata con la mancanza, nella palestra utilizzata, di un'attrezzatura considerata indispensabile. Proença comprese la portata del problema e raggiunse Copenaghen con un volo privato per cercare una soluzione.

Alla vigilia della sfida, però, Jesus chiuse ogni spazio all'incertezza: “Se avrò bisogno di Ronaldo, entrerà. Se non ne avrò bisogno, non entrerà”. Poco dopo, il giocatore lasciò il ritiro del Portogallo in Danimarca, prese un aereo privato e fece ritorno a Madrid. Non rilasciò dichiarazioni davanti alle telecamere e affidò la propria reazione soltanto a un breve messaggio.

La Federazione potrebbe applicare una sospensione da uno a sei mesi e una multa compresa tra 510 e 1.020 euro per l'abbandono ingiustificato. Rispetto ai suoi guadagni, si tratta di una cifra marginale. Il verdetto più pesante, per ora, resta quello sportivo: una vittoria per 4-2 ottenuta dal Portogallo senza di lui.

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