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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Roma, il serpente sulla minicar porta alla pista: il retroscena

L’adesivo della carrozzeria Kyt Racing ha contribuito a individuare il mezzo utilizzato dai due minorenni accusati di sei aggressioni.

Un grande serpente rosso applicato sulla carrozzeria avrebbe aiutato gli investigatori a collegare una minicar alle sei aggressioni attribuite a due ragazzi di 16 e 17 anni, tra cui quella ai danni dell’attore Davide Iacopini, avvenuta a Roma tra il 4 e il 5 ottobre. A ricostruire la storia del veicolo è Stefano Mazzatelli, titolare dell’officina che lo aveva modificato e riparato.

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L’adesivo diventato una traccia

Il simbolo non era un dettaglio casuale: appartiene alla Kyt Racing, carrozzeria della zona di Boccea conosciuta in precedenza come 3M Racing. Il disegno del serpente, realizzato nel 2016 dal figlio di Mazzatelli, viene utilizzato sulle minicar e sarebbe comparso perfino sulle confezioni di alcuni fuochi d’artificio importati.

La vettura era una Aixam Gto Emotion, modello il cui prezzo di listino parte da 17mila euro. In origine aveva la carrozzeria grigia, ma dopo un sinistro che aveva danneggiato la zona posteriore fu sottoposta a un intervento di verniciatura: «La minicar era grigia, poi l’abbiamo ridipinta in nero opaco», ha raccontato Mazzatelli.


Dalla riparazione alle nuove grafiche

Sul mezzo erano presenti tre elementi adesivi: due collocati sui vetri laterali posteriori e uno sul cofano. La personalizzazione comprendeva anche un kit estetico con paraurti, parafanghi e mascherina anteriore ornata dal simbolo del serpente, per una spesa stimata tra 1.700 e 2.000 euro.

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Secondo il titolare dell’officina, il giovane proprietario si dedicava con interesse ai lavori sulla sua auto. Le luci e i diversi led, ha riferito, sarebbero stati montati direttamente dal ragazzo, che aveva anche dimostrato una certa abilità nelle modifiche estetiche.


Gli ultimi passaggi in officina

Il ragazzo era tornato nella carrozzeria a marzo, quando aveva ritirato il veicolo dopo la riparazione insieme alla madre. Mazzatelli lo ricorda come «un bravo ragazzo, con la faccia pulita», descrizione che contrasta con il quadro delle accuse emerso nell’indagine sulle aggressioni.

L’ultimo contatto risalirebbe invece ai primi giorni di settembre. In quell’occasione il giovane avrebbe chiesto nuove grafiche adesive per la minicar, confermando l’attenzione riservata all’aspetto del mezzo. Proprio alcuni di questi particolari, insieme al caratteristico logo rosso, avrebbero contribuito a rendere riconoscibile l’auto.

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