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Cronaca 2 min di lettura10 min fa

Ricino e ricerche sul veleno: la pista che scuote le scuole molisane

Gli investigatori ampliano i controlli tra istituti e campagne mentre cercano l’origine della ricina usata contro Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

A Campobasso e Casacalenda sono attesi nuovi controlli informatici negli istituti frequentati o collegati alla famiglia Di Vita. Le verifiche rientrano nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, per la quale si cerca ancora di ricostruire come sia stata ottenuta la ricina.

Nel liceo delle scienze umane di Casacalenda insegna come docente di sostegno una cugina di Gianni Di Vita. A Campobasso, invece, gli accertamenti riguarderanno il liceo classico frequentato lo scorso anno da Sara e dalla sorella Alice.

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Gli istituti finiscono sotto esame

Gli investigatori hanno già analizzato i 21 computer del liceo scientifico di Riccia, inclusi quelli presenti nella sala riservata agli insegnanti. L’operazione non ha portato al sequestro di alcuna apparecchiatura.

Nello stesso istituto lavora una docente di matematica amica di Gianni Di Vita. In passato si era occupata della formazione informatica del liceo e, cinque anni fa, aveva supervisionato il servizio dedicato. Il marito della donna è tecnico di laboratorio nell’istituto agrario di Riccia, dove erano state svolte verifiche precedenti.


Piante sospette tra Riccia e Occhito

Un elemento nuovo arriva dai terreni compresi tra Riccia e il lago di Occhito, nell’area al confine tra Molise e Puglia. Qui la squadra mobile di Campobasso ha trovato diversi esemplari di ricino, a breve distanza dai luoghi in cui abitavano le vittime.

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L’interesse degli inquirenti è legato al ciclo della pianta: tra agosto e ottobre compaiono le capsule che racchiudono i semi. Proprio da questi ultimi può essere ricavata la sostanza tossica, circostanza che porta gli investigatori a considerare anche l’ipotesi di una preparazione artigianale della ricina.


Duecento computer per trovare una traccia

La Procura di Larino, coordinata dalla procuratrice Elvira Antonelli, ha disposto controlli su circa 200 computer distribuiti in quattro scuole del Molise. L’obiettivo è individuare il dispositivo dal quale, nell’agosto scorso, sarebbero state effettuate ricerche sulla ricina.

Tra gli elementi esaminati c’è il messaggio pubblicato su Reddit da un utente che si presentava come scrittore e chiedeva informazioni sul veleno. Gli specialisti della Polizia di Stato stanno utilizzando un software capace di individuare termini specifici associati alle sostanze chimiche potenzialmente impiegate nella sua produzione.

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