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Cronaca 1 min di lettura24 set

Riccardo Bossi in carcere: la pena cumulata è di 5 anni e 9 mesi

Il primogenito di Umberto Bossi è stato portato a Busto Arsizio dopo il cumulo di più condanne maturate in anni diversi, tra appropriazione indebita, truffa e reddito di cittadinanza.

Riccardo Bossi è stato accompagnato in carcere a Busto Arsizio dopo l’esecuzione di un cumulo di pene che ammonta a 5 anni e 9 mesi. L’intervento dei carabinieri ha riguardato il primogenito di Umberto Bossi, morto il 19 marzo scorso.


Le condanne finite nel cumulo

Il quarantasettenne deve fare i conti con una serie di sentenze maturate nel tempo. I procedimenti che lo hanno riguardato coprono un arco che va dal 2011 al 2020 e comprendono appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza.

La misura eseguita oggi porta dunque in cella Bossi per il totale residuo stabilito dalla giustizia. A occuparsene sono stati i militari dell’Arma, che lo hanno trasferito nel penitenziario varesino.

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Un nome noto, una vicenda giudiziaria lunga

Figlio del primo matrimonio del fondatore della Lega, Riccardo Bossi era già finito più volte al centro di vicende processuali. Le contestazioni che lo hanno coinvolto sono nate in momenti diversi e si sono sommate fino alla decisione finale sull’esecuzione della pena.

Il quadro che emerge è quello di una serie di episodi giudiziari accumulati negli anni e confluiti nel provvedimento che ha portato al suo arresto. Il totale da scontare, alla fine, è stato fissato in 5 anni e 9 mesi.

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