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Cronaca 1 min di lettura3 ore fa

Reparti mobili, cresce il disagio dopo gli scontri

Tra chat e assenze per malattia, gli agenti chiedono alla politica di ridurre la contrapposizione con i manifestanti

Tra gli agenti dei reparti mobili aumenta il malessere legato alla gestione delle manifestazioni. Crescono anche i ferimenti durante gli scontri e le assenze per malattia di chi cerca di non essere impiegato nei servizi più esposti.

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La chat tra colleghi

A Roma, un poliziotto ha condiviso nella conversazione dei colleghi un’intervista a una ragazza fermata prima di una protesta perché indossava una felpa nera. Il caso ha alimentato il confronto tra gli agenti sul rapporto con i manifestanti e sul rischio di essere percepiti come avversari.

L’episodio è stato accompagnato da una battuta rivolta alla figlia: «Che faccio, dico a mia figlia di buttare le sue?». Due colleghi hanno risposto: «No, mettiamole anche noi». Lo scambio, nato con tono ironico, riflette il disagio presente in una parte del personale.

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Le richieste degli agenti

Il malcontento riguarda anche il clima politico che accompagna le proteste. Tra i poliziotti si fa strada la richiesta di abbassare i toni e di evitare che le forze dell’ordine vengano rappresentate come una controparte dei giovani presenti alle manifestazioni.

Secondo quanto emerge dal confronto interno, gli agenti non vogliono essere trasformati in nemici dei ragazzi. A pesare sono anche le conseguenze fisiche dei servizi: gli scontri hanno provocato un numero crescente di feriti, mentre aumentano le malattie comunicate per sottrarsi alla partecipazione alle manifestazioni.

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