Maruotti: magistrati e pm indipendenti, riforma non necessaria
Il segretario dell’Anm critica l’attacco dell’esecutivo alla magistratura e richiama i principi dell’architettura costituzionale.
Rocco Maruotti, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, contesta la necessità della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Secondo il pm in servizio a Rieti, l’indipendenza delle due funzioni dimostra che la riforma non sarebbe servita.
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La critica all’esecutivo
Maruotti, 49 anni, respinge l’idea che ai magistrati possano essere attribuite le responsabilità legate al disagio sociale o alla percezione di insicurezza.
«È come se si volesse addossare ai magistrati la responsabilità del disagio sociale, o di un senso di insicurezza», ha affermato il segretario dell’Anm.
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Il richiamo alla Costituzione
Nel suo intervento, il magistrato ha giudicato rischioso il confronto pubblico aperto dall’esecutivo contro un altro potere dello Stato.
«L’esecutivo che fa il processo pubblico a un altro potere dello Stato varca una soglia rischiosa. Siamo all’abc dell’architettura costituzionale», ha detto Maruotti.
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