Reinserimento dopo la pena: il tutor che riporta all’autonomia
Il programma “Una Giustizia inclusiva” punta a sostenere il ritorno al lavoro e nella società delle persone al termine del percorso di esecuzione penale.
Il passaggio dalla fine della pena a una vita autonoma resta una fase delicata, nella quale lavoro e relazioni sociali possono fare la differenza. Il nuovo modello presentato a Roma prevede anche una figura di supporto dedicata, pensata per accompagnare le persone più fragili verso il reinserimento.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Il tutor contro la marginalità
Il tutor per l’autonomia dovrebbe fornire strumenti concreti a chi lascia un percorso di esecuzione penale. Il suo compito è sostenere il recupero dell’indipendenza personale e favorire un ritorno attivo nella comunità, riducendo il rischio che la persona rimanga ai margini.
«La figura del tutor per l’autonomia serve proprio a offrire gli strumenti e le opportunità per poter uscire da una condizione di marginalità e poter recuperare piena autonomia e ruolo all’interno dei nostri contesti sociali», ha spiegato Romolo De Camillis, direttore generale sviluppo sociale e aiuti alle povertà del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Lavoro e inclusione al centro
Il programma “Una Giustizia inclusiva” è rivolto alle persone che affrontano una condizione di particolare vulnerabilità durante o al termine dell’esecuzione penale. L’obiettivo indicato da De Camillis è creare occasioni per il ritorno all’occupazione e per una partecipazione più piena alla vita sociale.
Il ministero della Giustizia collabora da anni al programma nazionale come organismo intermedio, attraverso interventi mirati per chi conclude questo percorso. I primi risultati del piano sono stati illustrati a Palazzo Madama, a Roma, durante l’incontro “Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l’esecuzione penale”, promosso dalla senatrice e avvocata Erika Stefani, sottosegretario alla Giustizia.
Continua a leggere
Cinisello, il neonato è al Niguarda: ora scattano preaffido e ricerche
Il bambino è assistito in ospedale mentre gli investigatori esaminano le immagini della zona e verificano eventuali passaggi negli ospedali vicini
Neonato nel sacchetto, la speranza dal Niguarda: «Lo chiameremo Leone
Il piccolo è stabile e respira autonomamente; Bertolaso ricorda alle neomamme la possibilità di partorire in ospedale mantenendo l’anonimato.
Neonati, arriva la protezione anti-Rsv: una dose per tutta la stagione
Clesrovimab è disponibile in Italia dopo il via libera dell’Aifa: il trattamento punta a prevenire le forme più gravi dell’infezione nei primi mesi di vita.
Garlasco, la difesa di Sempio sfida le impronte: «Prova formidabile
L’avvocato Liborio Cataliotti illustra due nuove verifiche tecniche, tra la traccia numero 33 e il calco della scarpa numero 42.