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Cronaca 1 min di lettura48 min fa

Reggio Emilia, cinque agenti: chiesti 4 anni e 6 mesi

La richiesta riguarda il secondo filone sul pestaggio di un detenuto tunisino avvenuto il 3 aprile 2023

A Reggio Emilia la Procura ha chiesto 4 anni e 6 mesi per cinque agenti della polizia penitenziaria accusati di concorso in tortura ai danni di un detenuto tunisino.

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Il seguito della discussione

Dopo l’intervento dell’accusa, l’udienza prosegue con gli avvocati delle parti civili e con i difensori degli imputati. Il procedimento si svolge con rito abbreviato e riguarda il secondo filone dell’inchiesta sul pestaggio avvenuto in carcere il 3 aprile 2023.

Tra le parti civili figurano il detenuto, assistito dall’avvocato Luca Sebastiani, e le associazioni Antigone e Yairaiha, rappresentate rispettivamente da Simona Filippi e Michele Passione. È presente anche il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri.


La posizione dei cinque imputati

Due degli agenti coinvolti avevano già ricevuto una condanna per falso. Gli altri tre sono comparsi per la prima volta in questo procedimento; a rappresentarli sono gli avvocati Nicola Tria, Federico De Belvis, Alessandro Conti e Cosimo Zaccaria.

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La pm Maria Rita Pantani ha inoltre chiesto di non riconoscere le attenuanti generiche. Secondo l’accusa, gli imputati non avrebbero presentato scuse né versato una somma, anche simbolica, alla parte civile, a differenza di quanto avvenuto nel giudizio principale.


L’esito del primo processo

Il procedimento iniziale si era chiuso a febbraio 2025 e coinvolgeva dieci agenti, giudicati con lo stesso rito. Tutti erano stati condannati, ma il tribunale aveva escluso l’accusa di tortura, sostituendola con quella di abuso di autorità contro detenuto in concorso.

In quel caso la sanzione più elevata era stata fissata in 2 anni. Il nuovo filone è quindi chiamato a valutare la posizione dei cinque imputati rimasti separati dal primo giudizio, mentre la discussione in aula non è ancora terminata.

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