339notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura10 min fa

Reggio Emilia, 74enne muore soffocato: cugino ai domiciliari

Secondo l’accusa, il parente avrebbe portato il dolce nella struttura sapendo che l’uomo poteva consumare soltanto cibi liquidi.

Un uomo di 74 anni è morto dopo aver ingerito un bombolone alla crema in una struttura assistenziale di Reggio Emilia. Per l’accusa, il cugino 76enne avrebbe provocato il soffocamento ed è stato posto agli arresti domiciliari.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


La visita nella struttura

La vittima, non autosufficiente e colpita da una forma progressiva di disfagia, poteva seguire soltanto una dieta frullata, liquida o semisolida. I medici l’avevano considerata una misura indispensabile dopo diversi episodi critici di soffocamento registrati nei mesi precedenti.

Il 76enne, tutore legale del parente dal 2009, conosceva le sue condizioni. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia, il 27 giugno avrebbe portato di nascosto nella residenza alcuni dolci, tra cui il bombolone, dopo avere già tentato in altre occasioni di far arrivare al cugino alimenti sottratti ai controlli della struttura.

Per distogliere l’attenzione degli operatori, avrebbe mostrato loro la confezione di un rasoio elettrico destinato al familiare e si sarebbe poi allontanato verso la guardiola. In quel momento il 74enne avrebbe avuto a disposizione il cibo non consentito senza la sorveglianza del personale.


Il soccorso e le indagini

Dopo avere mangiato il dolce, l’uomo ha manifestato gravi difficoltà respiratorie. L’indagato, secondo gli investigatori, non avrebbe avvertito immediatamente le infermiere: avrebbe prima preso una bevanda gassata al distributore, nel tentativo di aiutare il parente a far scendere il boccone.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’allarme sarebbe arrivato soltanto in un secondo momento e in modo generico. La presenza del dolce è stata riferita dopo che un’infermiera ha notato briciole e residui sugli abiti dell’anziano. Le manovre di disostruzione e l’intervento dell’automedica del 118 non sono bastati: l’uomo è morto per arresto cardiocircolatorio causato dall’ostruzione completa delle vie respiratorie.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia guidata dal procuratore Calogero Gaetano Paci, ha raccolto testimonianze, documentazione clinica, rilievi e altri elementi ottenuti attraverso attività tecniche. Al 76enne vengono contestate anche la premeditazione, l’abuso dei poteri connessi al ruolo di tutore, la condizione di disabilità della vittima e la minorata difesa.


Il patrimonio al centro dell’accusa

Per la Procura, il possibile movente sarebbe legato all’eredità. La vittima aveva disponibilità finanziarie superiori a 300.000 euro e il cugino figurava tra i possibili eredi legittimi.

Gli accertamenti avrebbero inoltre documentato tentativi dell’indagato di influenzare le dichiarazioni dei familiari agli inquirenti e di concordare ricostruzioni favorevoli. Il giudice per le indagini preliminari Andrea Rat ha disposto i domiciliari, con il divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi e dai difensori.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere