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Cronaca 2 min di lettura54 min fa

Ravagnani e l’amore: «Non voglio solo cuccare

L’ex sacerdote racconta la nuova fase della sua vita, tra relazioni ancora da esplorare, corteggiamenti e la scelta di parlare senza filtri del celibato.

Per Alberto Ravagnani, oggi, la priorità non è trovare qualcuno a tutti i costi. «Il mio obiettivo adesso non è “cuccare”, ma sperimentarmi in un modo diverso», ha raccontato, spiegando di voler capire meglio sé stesso e il modo in cui costruisce i rapporti con gli altri.

Il 33enne non si considera innamorato, ma non esclude che possa accadere. Dopo la fine del sacerdozio, inoltre, ha notato un interesse più evidente nei suoi confronti: «Con me ci provano sia uomini che donne». Non ha però fornito una definizione della propria identità sentimentale, dichiarando di non essersi mai presentato pubblicamente come gay o etero.


Una vita sentimentale ancora aperta

Ravagnani ha descritto questa fase come un percorso ancora in costruzione. Il numero di persone che lo avvicinano è difficile da quantificare e comprende sia uomini sia donne; per questo, al momento, preferisce non incasellare le proprie esperienze in una direzione precisa.

L’ex sacerdote ha anche spiegato che in passato le amicizie erano condizionate dal ruolo che ricopriva. I rapporti non erano pienamente paritari e, secondo la sua stessa analisi, a limitarlo era soprattutto la sua difficoltà nel concedersi occasioni di uscire e conoscere persone nuove.


Il celibato e il peso delle regole

Durante un’intervista a La Volta Buona, Ravagnani è tornato sul periodo trascorso da sacerdote e sulle norme legate al celibato. Alla domanda su un’eventuale violazione del voto, ha risposto senza negare: «Sì, ho trasgredito». Ha poi ricordato che all’inizio quella scelta gli aveva provocato un senso di colpa.

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Nel suo racconto, il concetto di trasgressione non riguarda soltanto l’avvicinamento a un’altra persona. Dal punto di vista della Chiesa, ha spiegato, anche comportamenti considerati normali per chiunque altro possono assumere un significato diverso quando coinvolgono un prete, perché il quadro delle regole è più ampio.


Un racconto accolto dal pubblico

La decisione di parlare apertamente della propria esperienza ha generato numerose reazioni. A scrivergli, secondo quanto riferito, sono stati sacerdoti ed ex sacerdoti, suore ed ex suore, seminaristi, laici e persone lontane dalla vita ecclesiale.

Tra i messaggi ricevuti, Ravagnani ha citato anche quelli arrivati dalla comunità omosessuale. Questo riscontro lo ha convinto che affrontare temi spesso lasciati ai margini fosse utile: le sue parole, ha sostenuto, hanno offerto a qualcuno un motivo di riflessione.

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