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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Ragno violino, 39enne di Ostia muore dopo 40 giorni

La Procura di Roma indaga contro ignoti e attende l’autopsia per chiarire le cause del decesso

È morta a Ostia una donna di 39 anni, 40 giorni dopo il presunto morso di un ragno violino. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti.

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Come proteggere la casa

Per ridurre la presenza di ragni e altri insetti striscianti negli ambienti domestici si possono utilizzare prodotti specifici per la disinfestazione. La scelta va indirizzata verso preparati autorizzati e impiegati secondo le indicazioni riportate sulla confezione.

La presenza dell’animale, tuttavia, non consente da sola di stabilire che una lesione cutanea sia stata provocata proprio da un ragno violino. Il riconoscimento richiede infatti l’identificazione dell’esemplare da parte di personale competente.


Cosa fare dopo il morso

In caso di lesione è consigliabile controllare anzitutto che la vaccinazione contro il tetano sia ancora valida. La gestione successiva dovrebbe essere concordata con il medico curante o con un Centro antiveleni, in base all’aspetto della pelle e ai sintomi presenti.

Per i segni più lievi può essere sufficiente pulire e disinfettare la zona, con l’eventuale applicazione di una crema antibiotica come la gentamicina. Se compaiono arrossamento, prurito e gonfiore, il medico può valutare anche una terapia antibiotica per bocca, per esempio con doxiciclina. Un’area scura compatibile con una lesione necrotica o sintomi generali richiedono invece un accesso immediato al pronto soccorso e il coinvolgimento del Centro antiveleni.


L’indagine sul decesso

La famiglia della 39enne ha presentato una denuncia. Per chiarire l’origine della morte, gli inquirenti hanno disposto l’autopsia: al momento non è stata accertata una relazione tra il decesso e il presunto morso.

Secondo il Centro antiveleni e tossicologia Maugeri di Pavia, il morso del ragno violino non viene considerato automaticamente un’emergenza medica. La valutazione cambia però in presenza di un peggioramento della ferita o di manifestazioni che interessano l’intero organismo.

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Segni e possibili evoluzioni

Il ragno violino, il cui nome scientifico è Loxosceles rufescens, è di piccole dimensioni e ha una colorazione tra il giallo e il marrone. Sul dorso presenta una macchia scura dalla forma simile a uno strumento musicale e può trovarsi anche nelle abitazioni italiane.

Gli effetti del veleno possono limitarsi a un segno minimo, destinato a scomparire spontaneamente, oppure includere rossore, prurito e gonfiore che si manifestano nelle ore successive. In una quota molto ridotta di casi, dopo almeno 48 ore può comparire una zona cutanea nerastra, definita loxoscelismo necrotico.

Il passaggio da una lesione semplice a quella necrotica è ritenuto raro; meno dell’1% dei casi necrotici, secondo i tossicologi, evolve nella forma sistemica, associata a sintomi simili a quelli influenzali, febbricola e dolori articolari. Il rischio di complicazioni può dipendere anche da condizioni preesistenti, tra cui diabete e problemi del sistema immunitario.


Quando il morso è certo

Una lesione arrossata può essere provocata anche da api, vespe, calabroni, zanzare, pappataci o ragni non velenosi. Per questo l’attribuzione al ragno violino è sicura soltanto quando l’animale viene visto mentre morde e successivamente identificato da un aracnologo.

Il Centro antiveleni pavese riferisce che finora in Italia non risultano casi letali attribuiti con certezza al morso di questo ragno. L’autopsia disposta dalla Procura dovrà ora verificare le cause della morte della donna di Ostia.

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