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Cronaca 3 min di lettura57 min fa

Quattro militari italiani morti nello schianto in Bosnia

Undici persone sono rimaste ferite nell’incidente durante un’attività della missione Eufor Althea: nessuno è in pericolo di vita

Quattro militari italiani sono morti nello schianto di un elicottero dell’Esercito avvenuto nel distretto bosniaco di Brčko. A bordo del Chinook della missione Eufor Althea c’erano 15 persone: gli altri 11 occupanti sono rimasti feriti, ma nessuno sarebbe in condizioni tali da rischiare la vita.

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Le vittime e i soccorsi

Tra i deceduti figurano i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi collegati al Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo e al primo reggimento Antares. Con loro hanno perso la vita il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa.

Dopo la caduta sono arrivati sul posto i vigili del fuoco, la protezione civile, i militari di Eufor e i sanitari del distretto di Brčko. Le operazioni per recuperare le vittime dall’abitacolo distrutto sono state difficili. La Difesa ha inoltre disposto l’invio di personale medico per assistere i feriti.

Il velivolo è precipitato in una zona rurale e priva di abitazioni, vicino al villaggio di Gorica. Il sindaco di Brčko, Sinisa Milic, ha spiegato che l’area dell’impatto si trovava comunque non lontano dalle prime case. Il distretto è situato nella parte orientale della Bosnia-Erzegovina, a circa 120 chilometri da Sarajevo.


Accertamenti sulle cause

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio, in condizioni meteorologiche apparentemente buone. Alcune persone presenti nella zona hanno riferito di aver visto l’elicottero procedere a bassa quota e compiere più virate prima di precipitare.

La dinamica non è ancora stata chiarita. Tra le ipotesi esaminate c’è anche un possibile contatto con cavi dell’alta tensione, ma il ministero della Difesa ha precisato che le cause sono ancora in fase di verifica. Eufor ha comunicato che il Chinook era impegnato in un’attività addestrativa ordinaria e ha annunciato un’indagine completa.

L’ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, ha raggiunto il luogo dell’incidente. Secondo le prime informazioni raccolte, la caduta potrebbe essere avvenuta poco dopo il decollo dall’aeroporto di Brčko. «La dinamica non è ancora chiara», ha riferito la diplomatica.

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Il cordoglio delle istituzioni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. Nel testo ha espresso «profonda commozione» e chiesto di trasmettere alle famiglie dei militari la sua vicinanza e solidarietà.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivolto il proprio pensiero alle vittime, ai familiari e ai militari impegnati nell’operazione. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di «dolore immenso», mentre il titolare degli Esteri Antonio Tajani si è detto profondamente addolorato. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha espresso vicinanza ai feriti e alle Forze armate.


La missione in Bosnia

Il Chinook era partito da Viterbo mercoledì mattina. Il modello, prodotto da Boeing e dotato di due rotori, viene utilizzato da diversi Paesi per il trasporto di uomini e materiali e può ospitare fino a 50 persone.

Eufor Althea è attiva dal 2004 per sostenere la stabilità della Bosnia-Erzegovina, assistere le autorità locali e addestrare le forze armate del Paese. La missione è guidata dall’Italia dallo scorso gennaio, sotto il comando del generale Maurizio Fronda, e comprende circa 1.600 militari di 24 Paesi.

Il contingente italiano è il più numeroso, con circa 300 unità. Il quartier generale dell’operazione si trova a Camp Budmir, nei pressi di Sarajevo.

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