696notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 3 min di lettura8 min fa

Proteste, la giornata si accende: scontri e cortei nelle grandi città

Da Torino a Bologna si registrano cariche, lanci di oggetti e deviazioni dei cortei, mentre il Viminale annuncia tolleranza zero contro le violenze.

L’ambasciata russa respinge le accuse di un coinvolgimento di Mosca nelle violenze registrate durante le proteste in Italia. In un messaggio diffuso su Telegram, la rappresentanza diplomatica ha definito la presunta «mano di Mosca» un passe-partout utilizzato per spiegare ogni situazione scomoda, richiamando anche il malcontento giovanile e l’aumento dei prezzi.

Matteo Salvini, intanto, ha visitato il centro di Milano, nelle aree interessate dai saccheggi del fine settimana precedente. Il vicepremier ha incontrato commercianti, lavoratori dei negozi e addetti alla sicurezza, oltre al comandante della Polizia locale e ai paracadutisti dell’Esercito impegnati nel presidio della città.

Offerta del giorno24 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 68 giorni
*********


Firenze e Milano, cortei sotto pressione

A Firenze la manifestazione ha lasciato piazza Santo Spirito dirigendosi verso il centro storico. Il gruppo si è fermato sul ponte Santa Trinita dopo che le forze dell’ordine hanno impedito il passaggio verso via Tornabuoni e il lungarno che conduce a Ponte Vecchio.

Durante la fase di stallo si sono verificati contatti tra partecipanti e agenti: alcuni oggetti sono stati lanciati contro il dispositivo di sicurezza e la polizia in tenuta antisommossa ha risposto con manganellate. Dopo alcuni minuti, la situazione è tornata progressivamente sotto controllo.

A Milano, invece, diverse migliaia di persone, soprattutto studenti universitari, hanno avuto un confronto con la polizia nei pressi di corso Venezia. Il corteo è stato fermato all’altezza di via Borghetto e alcuni esercizi commerciali hanno abbassato le saracinesche per timore di disordini.


Bologna e Roma tra deviazioni e cariche

A Bologna la polizia è intervenuta in piazza dei Martiri per respingere i manifestanti verso via Marconi. Prima dell’azione degli agenti erano state lanciate bottiglie e, dal corteo, anche petardi indirizzati a poliziotti e carabinieri.

Sul posto è arrivato un mezzo idrante, utilizzato per allontanare i partecipanti. La situazione si è quindi spostata lungo le strade vicine, mentre gli agenti inseguivano parte dei manifestanti.

A Roma il corteo contro la guerra e il riarmo, partito da piazza della Repubblica, ha raggiunto l’area del Colosseo dopo una deviazione verso l’arco di Costantino. Qui sono intervenuti gli agenti in assetto antisommossa, ma non si sono registrati scontri; alcuni partecipanti sono entrati nell’area del monumento e il percorso della manifestazione è rimasto incerto.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Lo striscione principale chiedeva di tenere l’Italia fuori dalla guerra. Le associazioni presenti hanno contestato il riarmo e la permanenza nella Nato; tra le bandiere mostrate c’erano quelle del Libano, di Cuba, della Palestina, della pace e dell’Italia.


Torino, indagini e allerta del Viminale

A Torino la polizia ha bloccato il corteo riunito in piazza Castello, impedendo l’accesso a via Po. Per liberare il passaggio gli agenti hanno eseguito una breve carica con scudi e manganelli, invitando i partecipanti a dirigersi verso la zona nord attraverso i Giardini reali.

In testa alla manifestazione c’era uno striscione contrario al riarmo, ai datacenter e al caro benzina. Tra gli slogan è comparsa anche la frase «Tutti odiano la polizia». In piazza Castello era presente il questore Massimo Gambino.

A Milano, intanto, Youssef Siher, 30 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata. Gli investigatori lo considerano vicino alla gestione della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», nata dopo i disordini della settimana precedente; nella sua abitazione è stata eseguita una perquisizione.

Gli accertamenti riguardano anche una conversazione WhatsApp trovata sul telefono di uno degli indagati. Secondo il decreto, nella chat comparivano messaggi che prospettavano aggressioni alle forze dell’ordine, il furto di armi, il danneggiamento di mezzi di servizio e l’incendio di edifici, oltre a riferimenti alla manifestazione organizzata per oggi.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva già definito la giornata potenzialmente complessa, spiegando che erano previsti cortei in più città, soprattutto nell’Italia centro-settentrionale. A Napoli ha riferito che erano stati rafforzati i dispositivi di sicurezza nelle aree considerate più sensibili e ha assicurato: «Saremo molto fermi nel reprimere i fenomeni violenti».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere