414notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura11 min fa

Precariato, il concorso non basta: alla docente spettano 4 mensilità

La Corte d’Appello di Firenze ha confermato l’indennizzo per una docente rimasta per anni con contratti a termine, nonostante l’assunzione ottenuta dopo il concorso.

L’assunzione a tempo indeterminato non cancella automaticamente gli effetti di un precariato prolungato. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Firenze, che ha confermato il diritto di una docente di letteratura e lingua spagnola, residente ad Arezzo, a ricevere dal Ministero dell’Istruzione e del Merito un risarcimento pari a quattro mensilità di stipendio.

La decisione riguarda una lunga successione di supplenze svolte nello stesso istituto superiore della provincia di Arezzo. Per il collegio giudicante, il successivo ingresso in ruolo non può essere considerato una riparazione sufficiente rispetto all’uso reiterato dei contratti a termine.

Offerta del giorno17 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 2 giorni
*******


Tredici supplenze oltre il limite europeo

La docente ha prestato servizio dal 2009-2010 al 2024-2025 attraverso 13 contratti annuali, tutti con scadenza fissata al 30 giugno. Il periodo complessivo è arrivato a 114 mesi e 27 giorni, una durata superiore di oltre tre volte alla soglia europea dei 36 mesi indicata per i rapporti a tempo determinato.

Nel 2020 l’insegnante aveva superato il concorso ordinario, risultando prima in graduatoria. L’immissione in ruolo, tuttavia, è avvenuta soltanto il 1 settembre 2025: secondo la ricostruzione accolta dai giudici, il concorso e la stabilizzazione sono arrivati quando la situazione di abuso contrattuale si era già protratta per anni.


Il posto fisso non chiude la causa

La docente aveva chiesto al tribunale di accertare l’irregolare ripetizione degli incarichi e di riconoscerle un ristoro per il pregiudizio subito. Il giudice di primo grado aveva accolto la domanda, ma il Ministero dell’Istruzione e del Merito aveva presentato appello sostenendo che la vittoria del concorso e la successiva stabilizzazione costituissero già una forma di compensazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La Corte d’Appello, sezione lavoro, ha respinto questa tesi. Nella sentenza viene sottolineato che il concorso del 2020 era una selezione effettiva, articolata in una prova preselettiva, due prove scritte e un colloquio orale, alla quale potevano partecipare anche docenti già assunti a tempo indeterminato.


Una vittoria ottenuta per merito

Il legale della docente, Amedeo Stoppa del foro di Arezzo, ha spiegato che l’ingresso in ruolo è stato conquistato grazie alle capacità professionali della sua assistita e non come conseguenza automatica dell’abuso. Per questo, secondo la difesa, la stabilizzazione non elimina il danno maturato durante gli anni di supplenza.

Il professionista ha inoltre ricordato che, quando il concorso fu bandito, la reiterazione dei contratti si era già verificata per un lungo periodo. La Corte ha quindi mantenuto l’indennizzo stabilito in precedenza, riconoscendo alla docente quattro mensilità di stipendio anche dopo l’assunzione definitiva.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere