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Cronaca 1 min di lettura9 min fa

Pieno da 2.500 euro, la protesta dal Sud non si spegne

Autotrasportatori e agricoltori chiedono attenzione sul costo del carburante: da Cerignola arriva una denuncia condivisa in cinque regioni meridionali.

A Cerignola, nel Foggiano, la protesta contro il caro carburanti si traduce nella denuncia diretta di autotrasportatori e agricoltori. Il malcontento, nato in Puglia, coinvolge anche Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia.

Le categorie interessate segnalano difficoltà sempre più pesanti nel sostenere i costi dell’attività. Il messaggio raccolto sul territorio è netto: con le spese attuali, proseguire diventa complicato.

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Un pieno diventato un peso enorme

A rendere concreta la situazione è il costo indicato dagli operatori per rifornire un mezzo: «Per fare un pieno ci vogliono 2.500 euro. È troppo, non ce la facciamo ad andare avanti».

La cifra viene presentata come il simbolo di una pressione economica che grava sia sul trasporto su strada sia sul lavoro agricolo. Per chi opera nei due comparti, il carburante rappresenta una voce di spesa difficile da sostenere.

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Il malcontento attraversa il Mezzogiorno

La mobilitazione non resta circoscritta alla provincia di Foggia. Segnalazioni e proteste arrivano infatti da cinque regioni del Sud: Puglia, Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia.

Il fronte degli autotrasportatori e degli agricoltori si allarga così oltre i confini locali, mantenendo al centro la stessa richiesta di attenzione per l’impatto del caro carburanti sulle attività quotidiane.

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