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Cronaca 2 min di lettura55 min fa

Portofino, il chiarimento di Berlusconi: «Suv mai sulla stradina»

In una lettera pubblicata da Il Secolo XIX, Pier Silvio Berlusconi respinge le polemiche e spiega il progetto per rendere più sicuro il transito sul monte.

Il benessere economico non dovrebbe trasformarsi in una colpa né diventare il bersaglio automatico di campagne polemiche. È questo il punto da cui Pier Silvio Berlusconi parte per difendere il progetto viario di Portofino e chiedere una discussione basata sui fatti.

«Mi piacerebbe vivere in un Paese nel quale possedere una qualunque auto di valore, una bella casa o aver raggiunto il successo non fosse considerato motivo di polemica e di invidia», scrive Berlusconi, ricordando però che il rispetto delle regole deve valere senza eccezioni. A suo giudizio, impresa e successo possono produrre ricchezza, opportunità e occupazione, anche quando riguardano il settore del lusso.

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Una polemica lontana dalla realtà

La presa di posizione è arrivata dopo le notizie sul presunto ampliamento di via San Sebastiano, la strada che conduce alle abitazioni sul monte. Berlusconi sostiene che il dibattito sia stato alimentato da una rappresentazione distorta della situazione e precisa di essere intervenuto soprattutto per tutelare l’immagine di Portofino e dei suoi abitanti.

La lettera è stata pubblicata il 23 ottobre da Il Secolo XIX. In qualità di presidente e amministratore delegato del gruppo MFE-MediaForEurope, Berlusconi ha chiarito di non voler difendere un interesse personale, ma le esigenze di chi vive stabilmente nella zona e utilizza quel collegamento ogni giorno.


Sul monte vivono famiglie residenti

Tra le persone citate nella lettera compaiono Federica, Mino Viacava con i suoi familiari, Carlotta, gli Oneto, i Mussini e il Lupo. Sono nomi e soprannomi legati a residenti che Berlusconi afferma di conoscere da molto tempo, persone impegnate nel lavoro e nella vita quotidiana, tra scuola, famiglia e spostamenti.

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Il problema, secondo la sua ricostruzione, riguarda soprattutto la sicurezza. In diversi punti la carreggiata è così stretta che due automobili non riescono a passare insieme: uno dei conducenti deve arretrare per lunghi tratti, anche in salita o in discesa e vicino al ciglio del precipizio.


Piazzole e semaforo, non una corsia extra

Il piano del Comune non contempla un allargamento della strada. L’intervento consisterebbe nel recupero di due brevi aree di sosta, utili per permettere l’incrocio, insieme all’installazione di un semaforo destinato a disciplinare il passaggio alternato dei veicoli.

Berlusconi esclude inoltre che l’opera sia pensata per facilitare il transito dei Suv. «Non ci passano e mai ci passeranno», afferma nella lettera, ricordando che per gli abitanti la mobilità è passata negli anni dall’Ape Piaggio al Porter, poi alla Panda e infine alla Fiat 500. Anche lui, aggiunge, utilizza una 500 e ne apprezza la praticità.

La conclusione è affidata a un richiamo alla correttezza del confronto pubblico: le norme devono essere rispettate da tutti, ma il successo personale o la disponibilità economica non possono diventare, secondo Berlusconi, un pretesto per accuse prive di fondamento. Nel caso di Portofino, insiste, la questione dovrebbe essere ricondotta alla sicurezza dei residenti e alla realtà concreta della strada.

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