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Cronaca 2 min di lettura8 ore fa

Pinerolo, lo striscione rimosso torna a scuola: chiarito l’equivoco

Il cartello sull’articolo 34 era stato tolto dai Carabinieri, che lo avevano associato per errore a un gruppo anarchico.

Per alcune ore è sembrato che una frase della Costituzione fosse stata cancellata dall’ingresso di una scuola di Pinerolo. Lo striscione con il messaggio “La scuola è aperta a tutti”, tolto dai Carabinieri davanti alla media Silvio Pellico, è stato invece restituito alla rappresentanza sindacale e rimesso al suo posto dopo un chiarimento in caserma.


Il cartello torna all’ingresso

L’episodio è nato lunedì mattina, quando la Rappresentanza sindacale unitaria dell’Istituto comprensivo Pinerolo 3-4 ha collocato tre striscioni davanti agli edifici Pellico, Parri e Costa. I messaggi contestavano il decreto del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che stabilisce un tetto alla presenza di studenti di origine straniera nelle classi.

Secondo quanto ricostruito, i militari avrebbero interpretato il manifesto della Pellico come un’iniziativa legata a una componente anarchica. Una delegazione della Rsu si è quindi presentata in caserma per ottenere spiegazioni e recuperare il materiale. Il cartello è stato riconsegnato e nuovamente esposto nella posizione originaria; i Carabinieri si sarebbero anche scusati per l’accaduto.


La protesta contro il decreto

La Flc Cgil di Torino ha reagito denunciando quello che ha definito un grave episodio ai danni della libertà di espressione nella scuola pubblica. Il sindacato ha richiamato l’articolo 34 della Costituzione, che contiene proprio il principio espresso sullo striscione, e ha diffuso l’appello “Giù le mani dalla Costituzione”.

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Per la Cgil, il problema dell’inclusione non può essere affrontato soltanto fissando una soglia numerica per gli alunni stranieri. Nel comunicato diffuso insieme alla Camera del Lavoro vengono indicati come alternative più tempo scuola, classi meno affollate, personale stabile, insegnamento dell’Italiano L2 e mediazione culturale.


Le domande della Rsu

La protesta sindacale riguarda anche i tempi di applicazione del provvedimento, arrivato a lezioni già cominciate. La Rsu chiede alle istituzioni come si possano modificare gli assetti degli istituti a scuola iniziata e pone il quesito: “Cosa dovremmo fare? Disfare le classi?”.

Dopo la restituzione del manifesto, la vicenda si è chiusa senza che venisse impedita l’esposizione del riferimento costituzionale. Flc Cgil e Camera del Lavoro hanno però invitato le comunità scolastiche a proseguire la mobilitazione con nuovi cartelli e striscioni, tra cui il messaggio: “La scuola pubblica non esclude, non separa, non divide: la scuola pubblica attua la Costituzione ogni giorno”.

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