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Cronaca 3 min di lettura27 min fa

Piazze a sorpresa e perquisizioni: il sabato ad alta tensione

Il Movimento 17 ottobre modifica all’ultimo momento i luoghi delle proteste mentre la polizia cerca i responsabili dei disordini e prepara nuovi dispositivi di sicurezza

Il Movimento 17 ottobre ha deciso di non rendere note in anticipo le piazze delle proprie mobilitazioni, aumentando l’incertezza alla vigilia di un fine settimana segnato da cortei e proteste in numerose città italiane. La nuova strategia prevede l’indicazione dei punti di ritrovo soltanto poche ore prima dell’inizio delle iniziative.

Alle 14.30, secondo quanto annunciato dal movimento, saranno comunicati tre concentramenti per ogni città. Soltanto un’ora dopo verrà indicata la destinazione conclusiva, raggiunta dai partecipanti in corteo. «Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo», hanno fatto sapere gli organizzatori, annunciando una formula destinata a complicare la pianificazione dei servizi d’ordine.

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Le città preparano una risposta flessibile

La polizia ha eseguito all’alba perquisizioni in 18 città, nell’ambito degli accertamenti sui disordini della settimana precedente. Sono circa 100 le persone identificate, con una presenza significativa di minorenni: rappresentano infatti circa la metà del totale.

Le operazioni hanno interessato, tra gli altri, Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna e Napoli. Gli investigatori hanno sequestrato telefoni cellulari e computer, oltre ad armi ad aria compressa, munizioni da guerra, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, taniche di benzina, passamontagna e capi d’abbigliamento sottratti durante i saccheggi.

Le questure stanno predisponendo piani aggiornabili in tempo reale, non limitati ai percorsi dei cortei già comunicati. L’attenzione si concentrerà anche sulle piattaforme digitali, mentre l’impiego di droni servirà a controllare dall’alto i principali luoghi di afflusso e le eventuali deviazioni improvvise.


Piantedosi: «Coordinamento tra i protagonisti»

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha collegato le perquisizioni alla necessità di ricostruire la rete che avrebbe partecipato agli episodi violenti. «Si è cominciato a squarciare il velo o più veli su questo fenomeno», ha affermato, lasciando invece aperta la questione dell’esistenza di una regia unica.

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Secondo il ministro, dagli accertamenti emergerebbe comunque «sicuramente un coordinamento tra i protagonisti di queste scorribande». Nel frattempo, le indagini proseguono per identificare altre persone coinvolte nei recenti incidenti e verificare l’eventuale preparazione di nuove azioni.

A Bari gli investigatori hanno individuato un gruppo numeroso di giovanissimi che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe pianificato assalti a boutique di lusso e negozi di elettronica. I fatti contestati potrebbero comprendere l’istigazione a delinquere finalizzata a devastazione e saccheggio, con l’aggravante della finalità terroristica, oltre alla detenzione di armi, munizioni ed esplosivi.


Dalle chat alle proteste autorizzate

A Crema è stata scoperta una conversazione online creata per organizzare ronde contro stranieri e giovani indicati con il termine «maranza». A gestirla sarebbe stato un ventenne già noto per precedenti legati a furto e minaccia; nei messaggi sarebbero comparsi anche incitamenti alla violenza e contenuti razzisti e xenofobi.

Le iniziative del Movimento 17 ottobre si affiancheranno ai cortei già preannunciati contro il riarmo e alle manifestazioni promosse da gruppi antagonisti. La rete HubForDefenders, formata da 22 organizzazioni, ha inoltre attivato un presidio legale e comunicato la presenza di osservatori esterni autorizzati per offrire monitoraggio e assistenza durante le proteste.

Il capo della polizia Vittorio Pisani ha invitato a non considerare le forze dell’ordine come avversarie dei manifestanti. In un’intervista a Sky TG24 ha ricordato che il loro compito è garantire l’esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali, mentre il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha chiesto una risposta immediata e severa contro gli episodi di violenza.

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