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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Peste polmonare, il rischio per i contatti: cosa sappiamo del caso russo

La morte di una tecnica di laboratorio in Siberia ha portato alla quarantena di circa 200 persone: sintomi, contagio e cure disponibili

Per chi è entrato in contatto con una persona malata, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie indicano una terapia antibiotica preventiva della durata di sette giorni. L'obiettivo è impedire che l'infezione si sviluppi dopo l'esposizione.


La rapidità delle cure è decisiva

Nel caso della peste polmonare, intervenire tempestivamente è essenziale: senza trattamento, il quadro può peggiorare in modo molto rapido e portare alla morte nel giro di pochi giorni. Gli antibiotici indicati comprendono streptomicina, gentamicina, tetracicline e cloramfenicolo; la somministrazione dovrebbe iniziare entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi.

La forma che colpisce i polmoni è considerata dall'Organizzazione mondiale della sanità altamente contagiosa e potenzialmente letale. Il rischio di decesso può arrivare al 50% nei pazienti colpiti da questa variante della malattia.


Quarantena per circa 200 persone

A Irkutsk, nella Siberia orientale, circa 200 individui sarebbero stati sottoposti a quarantena perché ritenuti possibili contatti della vittima. La notizia è stata riportata dal quotidiano russo "Popoli del Baikal", mentre il ministero della Salute russo non ha diffuso, per ora, comunicazioni ufficiali sul caso.

La vittima è stata identificata dai mezzi d'informazione locali come Daria Chipilova, tecnica di laboratorio di 28 anni. Secondo quanto riferito, lavorava nell'istituto antipeste di Irkutsk e l'infezione potrebbe essere stata collegata alla rottura di una provetta. Alexei Tsydenov, governatore della vicina Buriatia, ha confermato sui social la morte di una donna nella regione di Irkutsk attribuendola alla peste.

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Come nasce e si diffonde l'infezione

La peste è provocata dal batterio Yersinia pestis, che normalmente circola tra le pulci associate a roditori come ratti, alcune specie di scoiattoli e cani della prateria. Anche animali domestici, tra cui i gatti, possono occasionalmente essere infettati. Queste specie contribuiscono a mantenere il batterio nell'ambiente come serbatoi dell'infezione.

Quando un'epidemia provoca la morte di numerosi roditori, le pulci possono cercare nuovi ospiti e trasmettere il batterio alle persone. Nella variante polmonare, Yersinia pestis raggiunge i polmoni e può passare da un individuo all'altro attraverso l'aria e le particelle respiratorie emesse dai malati. La forma può inoltre comparire come conseguenza di un'evoluzione non trattata delle altre manifestazioni della peste.


Febbre e difficoltà respiratorie

La forma polmonare primaria ha un'incubazione generalmente compresa tra uno e tre giorni. I primi segnali includono febbre, cefalea e forte debolezza; in seguito può comparire una polmonite acuta accompagnata da tosse, talvolta con emissione di sangue, respiro affannoso e dolore al torace.

Nella peste, un campanello d'allarme può essere anche la comparsa di un bubbone, soprattutto quando esiste una possibile esposizione a roditori o pulci. I bubboni tendono a manifestarsi dopo due-sei giorni dal contagio e, se la malattia non viene curata, l'infezione può estendersi fino alle forme polmonare o setticemica.

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