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Cronaca 1 min di lettura49 min fa

Pesce e Iva, il tesoro sequestrato vale 17,6 milioni

L’operazione della Guardia di Finanza ha portato al blocco di contanti, immobili, veicoli e beni preziosi nell’ambito di un’inchiesta con 14 indagati.

Riciclaggio, autoriciclaggio, reati fiscali e una presunta truffa aggravata ai danni dei fondi pubblici sono le contestazioni al centro dell’inchiesta. L’indagine riguarda un gruppo che, secondo la ricostruzione accolta dal gip di Napoli, avrebbe operato in più territori attraverso il commercio di prodotti ittici.

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Un sistema criminale su più fronti

Le attività investigative interessano le province di Napoli, Caserta, Avellino, Rimini e Milano. Agli indagati viene attribuita anche l’ipotesi di avere ottenuto in modo illecito finanziamenti bancari assistiti da garanzia statale.

I proventi ritenuti irregolari sarebbero poi confluiti in imprese e operazioni immobiliari. Il quadro delineato dagli inquirenti comprende dunque sia la frode nel commercio all’ingrosso del pesce sia il successivo impiego delle somme in altri settori economici.


Contanti nascosti e beni bloccati

Nel corso delle perquisizioni, avviate il 14 ottobre, i militari hanno recuperato 2.190.878 euro in contanti. Il denaro era distribuito in diversi punti della sede di una società situata a Mugnano di Napoli: celle frigorifere, una cassettiera dell’ufficio e un armadietto dello spogliatoio.

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Accanto alle banconote sono stati sottoposti a sequestro 70 fabbricati, tra appartamenti, box auto e ville ancora in costruzione. Il provvedimento ha coinvolto anche 11 terreni, 2 autovetture, 3 motocicli, 4 orologi di lusso e vari oggetti d’oro.


Il provvedimento da 17,6 milioni

L’operazione è stata eseguita dalla Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito dell’attività del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. Il decreto, emesso dal gip su richiesta della Procura di Napoli, ha un valore complessivo di 17,6 milioni di euro.

Il fascicolo è seguito dalla III Sezione Criminalità Economica della Procura, con il procuratore aggiunto Alessandro Milita, e coinvolge 14 persone sottoposte a indagine. Gli accertamenti puntano a verificare il meccanismo che avrebbe permesso a società attive nella vendita all’ingrosso di pesce di sottrarsi al pagamento dell’Iva.

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