Patenti comprate e quiz truccati: 41 persone finiscono in tribunale a Verona
Scoperta a Verona una rete che forniva risposte dall’esterno durante l’esame teorico della patente, con pagamenti fino a 3mila euro e sequestri di denaro, schede e dispositivi nascosti.
Il bilancio dell’inchiesta è pesante: 41 persone dovranno comparire davanti al giudice per il meccanismo che consentiva di superare la prova teorica della patente con aiuti indebiti. Su delega del Pubblico Ministero, inoltre, sono state recuperate 27 licenze di guida appartenenti a candidati che avevano passato l’esame in modo irregolare.
Nel corso dell’attività investigativa sono emersi anche circa 40 mila euro in contanti, oltre a diversi accessori elettronici usati per mascherare il sistema. A ciò si aggiungono decine di schede SIM riconducibili a identità fittizie, microauricolari, mini telecamere, cellulari e capi di abbigliamento modificati per occultare la strumentazione.
Un meccanismo costruito per ingannare gli esami
Secondo gli inquirenti, l’organizzazione era articolata e ogni partecipante aveva un compito preciso: individuare i candidati, fornire gli apparati, accompagnare le persone nelle sedi d’esame e poi gestire gli incassi. Per ottenere il servizio illecito, la richiesta economica oscillava tra 2 e 3 mila euro.
Sono stati contestati anche verbali amministrativi per più di 10mila euro. Il fascicolo riguarda il reato di falsa attribuzione di lavori altrui durante esami o concorsi pubblici.
L’inchiesta partita da un controllo a Verona
La vicenda è stata ricostruita dalla polizia locale di Verona insieme alla polizia stradale, sotto la guida della Procura della Repubblica, dopo un lavoro durato oltre quattro anni. L’indagine è nata nel 2022, quando un candidato fu sorpreso alla motorizzazione civile di Verona con dispositivi nascosti che gli permettevano di ricevere dall’esterno le risposte ai quiz.
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Da lì gli accertamenti sono cresciuti grazie all’esame di schede telefoniche e materiali sequestrati. Nel dicembre dello stesso anno, nuovi riscontri arrivarono dopo ulteriori verifiche della polizia locale e il sequestro di materiale elettronico trovato in un veicolo parcheggiato fuori dalla sede d’esame.
Perquisizioni in più regioni del Nord
L’analisi di telefoni, messaggi e SIM ha permesso di collegare diversi episodi e candidati provenienti da varie aree del Nord Italia. Il quadro si è allargato fino a portare a 12 perquisizioni tra uffici, negozi di schede telefoniche e abitazioni nei comuni di Bologna, Vicenza, San Bonifacio, in provincia di Verona, e Reggio Emilia.
A lavorare sull’indagine, oltre a decine di ufficiali e agenti, c’era anche il Laboratorio Analisi Documentale della polizia locale. L’operazione ha così chiuso un percorso investigativo iniziato da un singolo controllo e poi sviluppato fino a smontare l’intera rete.
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