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Cronaca 2 min di lettura3 giorni fa

Patenti comprate con auricolari e Sim false: 41 persone a giudizio

L’inchiesta partita a Verona ha ricostruito un giro di aiuti dall’esterno per superare la prova teorica, con perquisizioni in più città e 27 patenti sequestrate.

Da un controllo alla Motorizzazione di Verona è emerso un meccanismo capace di alterare l’esame teorico della patente con suggerimenti inviati da fuori. L’indagine, seguita dalla Polizia Locale insieme alla Polizia Stradale e coordinata dalla Procura, ha portato ora al rinvio a giudizio di 41 persone.

Gli accertamenti sono andati avanti per oltre quattro anni e hanno coinvolto decine di ufficiali, agenti e il Laboratorio Analisi Documentale della Polizia Locale. Nel corso dell’operazione sono stati anche sequestrati 27 documenti di guida a candidati che, secondo gli inquirenti, avevano superato la prova in modo illecito.


Il primo indizio è arrivato in aula

L’inchiesta è partita nel 2022, quando un intervento della Polizia Stradale nella sede della Motorizzazione Civile di Verona ha permesso di sorprendere un candidato con dispositivi nascosti. Quegli strumenti servivano a ricevere da remoto le risposte ai quiz, aggirando così la regolarità dell’esame.

Dopo quel primo episodio, l’analisi delle schede telefoniche e del materiale sequestrato ha allargato progressivamente il perimetro delle verifiche. Nuovi elementi sono affiorati nello stesso anno, a dicembre, quando ulteriori controlli della Polizia Locale hanno portato al sequestro di altro materiale elettronico su un veicolo parcheggiato fuori dalla sede d’esame.

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Perquisizioni e rete di complici

Dall’esame di telefoni, messaggi e Sim è stato possibile collegare più episodi e diversi candidati arrivati da varie zone del Nord. A quel punto sono scattate 12 perquisizioni tra uffici, abitazioni e punti vendita di carte telefoniche nei comuni di Bologna, Vicenza, San Bonifacio, in provincia di Verona, e Reggio Emilia.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo operava con compiti separati: c’era chi reclutava i candidati, chi preparava e consegnava le apparecchiature, chi accompagnava le persone nelle sedi d’esame e chi gestiva gli incassi. Per ottenere il servizio illecito venivano richiesti importi tra 2.000 e 3.000 euro.

Nel corso dell’operazione sono stati trovati circa 40.000 euro in contanti, decine di Sim intestate a soggetti inesistenti, microauricolari, microcamere, telefoni e altri dispositivi elettronici. Sono state contestate anche sanzioni amministrative per oltre 10.000 euro. Alla fine degli accertamenti, 41 persone sono state rinviate a giudizio per falsa attribuzione di lavori altrui durante esami o concorsi pubblici.

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