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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Pamela Genini, Soncin rompe il silenzio: «Chiedo scusa» in aula

Alla Corte d’Assise di Milano l’imputato ha rivolto le sue scuse alla famiglia della giovane, ammettendo il peso delle conseguenze dopo il delitto del 14 ottobre 2025.

Per la prima volta dall’inizio del procedimento, Gianluca Soncin ha parlato davanti alla Corte d’Assise di Milano. L’imprenditore, accusato dell’omicidio pluriaggravato di Pamela Genini, ha rivolto alcune parole alla famiglia della giovane, uccisa con 76 coltellate la sera del 14 ottobre 2025.

La presa di parola è durata pochi istanti. Dopo aver parlato, Soncin è tornato a sedersi in prima fila, accanto ai suoi difensori.


Le scuse pronunciate in aula

«In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela», ha detto l’imputato nelle sue dichiarazioni spontanee. Subito dopo ha riconosciuto che, dal giorno del delitto, la vita di tutte le persone coinvolte è cambiata profondamente.

Soncin ha anche aggiunto di sapere che il perdono non può essere preteso. Il ricordo della giovane, ha sostenuto, resterà indelebile nei cuori di chi l’ha conosciuta.


Soncin parla delle conseguenze

Nel breve intervento, l’imputato ha dichiarato di comprendere il peso delle proprie azioni. Ha quindi affermato di voler affrontare fino in fondo le conseguenze del dolore provocato, richiamando il senso di responsabilità.

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«Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità», ha detto prima di concludere il suo intervento. Le parole sono state pronunciate nel corso dell’udienza milanese, mentre il procedimento prosegue davanti alla Corte d’Assise.


La reazione della famiglia

Il legale della famiglia di Pamela Genini ha definito l’intervento dell’imputato un «maldestro tentativo di sconto di pena». La valutazione dell’avvocato è arrivata dopo le scuse pronunciate da Soncin in aula.

La famiglia, dunque, ha letto quelle dichiarazioni in una chiave diversa da quella indicata dall’imputato. Al centro dell’udienza restano l’accusa per il delitto pluriaggravato e la ricostruzione dell’omicidio della giovane.

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