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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Palermo, celle frigorifere manomesse: Coop butta i prodotti

L’attacco informatico ha alterato le temperature in 20-30 negozi siciliani, causando perdite per migliaia di euro

Un attacco informatico ha danneggiato la catena del freddo di diversi supermercati Coop in Sicilia, rendendo inutilizzabili molti alimenti.

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I sistemi di controllo oscurati

Secondo Mario Giannitto, responsabile area manager di Coop Gruppo Radenza, l’episodio ha impedito al gruppo di verificare da remoto i valori delle celle. «In termini di sicurezza alimentare il nostro gruppo è al top, ma in questo caso non siamo riusciti a controllare le temperature perché il cyber-attacco ha oscurato i sistemi di telegestione», ha spiegato.

I punti vendita coinvolti sarebbero tra 20 e 30 in tutta la Sicilia. Per Giannitto, un problema di questo tipo «non era mai successa» e richiederà nuove valutazioni sul fronte della protezione degli impianti.


Negozi riforniti in un giorno

A circa 24 ore dall’accaduto, il punto vendita di Palermo aveva nuovamente i congelatori pieni. Una cliente ha riferito di non avere trovato disagi durante la spesa e di avere visto i banchi riforniti.

Per ripristinare le scorte, i supermercati hanno contattato i fornitori. La stima complessiva delle perdite per il gruppo ammonta a migliaia di euro, mentre nei negozi di Catania gli addetti hanno tentato di salvare alcuni prodotti rimasti in vasche ancora fredde, riuscendo però a recuperarne soltanto una parte.

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Temperature fino a 50 gradi

Nel punto Coop di piazzetta Bagnasco, nel centro di Palermo, il personale si è accorto del problema soltanto al mattino. I valori mostrati dai pannelli delle celle non rispettavano i limiti previsti per la conservazione degli alimenti.

La ricostruzione fornita da Giannitto indica che gli autori dell’attacco sono entrati nella rete privata virtuale dell’azienda e hanno modificato le impostazioni dei sistemi refrigeranti. Gli impianti destinati a mantenere i prodotti tra -18 e -25 gradi risultavano regolati a 50 gradi.


Alimenti destinati allo smaltimento

Il banco dei surgelati e quello del pollame sono stati svuotati perché le celle non garantivano più condizioni sicure. Gli addetti hanno quindi eliminato una quantità consistente di merce, dopo avere constatato che i banchi apparivano come spenti e che non era chiara l’origine del guasto.

Anche l’allarme notturno, che avrebbe dovuto segnalare l’interruzione del funzionamento di un impianto, non ha inviato notifiche. La falla è stata successivamente chiusa e la situazione nei punti vendita interessati è tornata alla normalità.

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