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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Otto perquisizioni, un arresto: la rete del profilo “Sugar daddy

L’inchiesta dei carabinieri di Roma ha ricostruito contatti con adolescenti, promesse di denaro e richieste di immagini sessualmente esplicite.

Otto perquisizioni sono state eseguite nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri di Roma. Gli accertamenti hanno coinvolto anche persone indagate a piede libero e alcune delle minorenni entrate in contatto con l’uomo, ascoltate con modalità protette.


Le prove raccolte tra chat e telefoni

Il quadro investigativo è stato ricostruito incrociando l’analisi dei dispositivi elettronici, i risultati delle perquisizioni e i racconti delle ragazze. I militari hanno individuato conversazioni su Telegram, WhatsApp e Signal riconducibili allo stesso profilo, chiamato “Sugar daddy”.

Secondo gli elementi raccolti, il quarantenne avrebbe utilizzato una modalità ripetuta nel tempo. Alle adolescenti avrebbe prospettato denaro o regali in cambio di incontri sessuali oppure avrebbe domandato fotografie e video realizzati da loro, con contenuti sessualmente espliciti.


Un’attività contestata per dieci anni

L’uomo avrebbe iniziato ad avvicinare le ragazze nel 2015, continuando fino al 2025. I contatti sarebbero nati attraverso i social oppure grazie al passaparola, con proposte rivolte anche a minorenni.

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A far scattare l’inchiesta, nel 2024, è stata la segnalazione dei genitori di una 14enne. La famiglia aveva trovato alcune immagini nel telefono della figlia e si era rivolta alle forze dell’ordine; da quella denuncia gli investigatori sono risaliti alle diverse conversazioni.


Arresto e accuse contestate

Il 40enne è stato arrestato a Roma. Nei suoi confronti vengono ipotizzati i reati di prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pedopornografico, con l’aggravante di condotte commesse ai danni di minori di 16 anni.

Gli approfondimenti dovranno ora chiarire il ruolo degli altri soggetti sottoposti a verifica e definire l’estensione dei contatti avuti dall’indagato. Le audizioni protette delle ragazze e l’esame del materiale sequestrato rappresentano una parte centrale degli accertamenti.

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