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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Orologio avanti o indietro? Per la medicina vince il Sole

Roberto Manfredini spiega perché il corpo umano mantiene un legame con il ciclo naturale della luce, indipendentemente dall’ora indicata dagli orologi.

La scelta dell’orario può essere affidata alle lancette, ma non modifica il funzionamento interno dell’organismo. Secondo Roberto Manfredini, docente di medicina interna all’Università di Ferrara e studioso di cronobiologia, il riferimento più coerente per il corpo resta il ciclo naturale del Sole.


Il corpo non segue soltanto l’orologio

Nel corso della sua attività scientifica, Manfredini ha analizzato il rapporto tra i ritmi biologici e l’alternanza quotidiana di luce e buio. La sua posizione è netta: «Per noi medici non ci sono dubbi: l’ora solare è quella più adatta all’organismo».

Il cambio dell’ora può modificare ciò che leggiamo sul quadrante, ma non riscrive i tempi biologici del corpo. Come chiarisce il medico, «puoi regolare l’orologio come vuoi, ma l’organismo segue un suo ritmo, che è legato al corso del Sole».

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Una conclusione condivisa dalla medicina

Manfredini sostiene che le società scientifiche concordino nel considerare l’ora solare la soluzione più vicina alle esigenze fisiologiche dell’essere umano. Il motivo risiede nel legame antico tra i processi vitali e il susseguirsi naturale del giorno e della notte.

Questo rapporto, osserva il cronobiologo, non è nato con gli strumenti moderni per misurare il tempo: accompagna la vita sulla Terra da 5 miliardi di anni. Per questo, anche quando l’orario ufficiale viene spostato, il ritmo dell’organismo continua a confrontarsi con la posizione del Sole.

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