Orfani di femminicidio, uno su quattro vide la madre uccisa
Lo studio Respiro ha seguito 124 minori in sei regioni, tra traumi, affidamenti e sostegni spesso mancati.
Un minore su quattro tra gli orfani di femminicidio ha assistito direttamente all'uccisione della madre. Nel 32% dei casi era inoltre presente nell'abitazione quando è avvenuto il delitto.
GioiaPura
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La rete di assistenza
Il progetto Respiro ha sperimentato un sistema di presa in carico basato su équipe con competenze diverse, percorsi psicoterapeutici e aiuti destinati ai familiari che accolgono i bambini. Il programma ha coinvolto anche scuole e operatori impegnati nelle pratiche amministrative e giudiziarie.
L'obiettivo è stato rendere più rapida e coordinata la risposta dopo la perdita della madre. Il modello è stato applicato nell'arco di cinque anni a minori e famiglie seguiti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Aiuti ancora poco accessibili
L'indagine segnala però ampie lacune nell'accesso alle misure previste. Prima dell'ingresso nel progetto, quasi un minore su due non aveva ricevuto supporto clinico; il 45,5% non aveva ottenuto gli interventi economici stabiliti dal decreto 71 del 2020.
La quota cresce per l'indennizzo previsto dalla legge 122 del 2016: il 62,8% degli orfani monitorati non ne aveva beneficiato. Il report è stato presentato a Napoli al termine delle attività e ha esaminato 124 minori appartenenti a 78 nuclei familiari.
L'età al momento del delitto
L'età dei bambini costituisce uno degli elementi più rilevanti dello studio. Il 30,3% aveva tra uno e cinque anni, mentre il 23,8% si collocava nella fascia tra sei e otto anni. Nel complesso, quasi sette su dieci non avevano ancora raggiunto i dodici anni.
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Più della metà aveva meno di nove anni quando ha perso la madre e quasi un terzo non aveva ancora compiuto sei anni. Nel 87,7% delle vicende analizzate, l'autore dell'omicidio era un genitore.
Le violenze prima dell'omicidio
Per molti bambini il trauma non è iniziato con il femminicidio. L'83,1% aveva già attraversato almeno un episodio violento o un'esperienza fortemente traumatica; in oltre due casi su tre risultavano registrate almeno due situazioni di questo tipo.
Tra gli eventi rilevati compaiono l'esposizione alle violenze familiari, i maltrattamenti psicologici e forme di trascuratezza sul piano affettivo o materiale.
L'accoglienza dopo la perdita
Dopo la morte della madre, circa l'80% dei minori è stato accolto da una famiglia, soprattutto tra i parenti della linea materna. La prima soluzione, tuttavia, non sempre si è mantenuta nel tempo.
Nel 20% dei casi l'assetto di accoglienza è stato modificato successivamente. Il monitoraggio ha quindi evidenziato percorsi familiari e assistenziali soggetti a cambiamenti anche dopo la sistemazione iniziale.
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