701notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura50 min fa

Orfani di femminicidio, uno su quattro vide la madre uccisa

Lo studio Respiro ha seguito 124 minori in sei regioni, tra traumi, affidamenti e sostegni spesso mancati.

Un minore su quattro tra gli orfani di femminicidio ha assistito direttamente all'uccisione della madre. Nel 32% dei casi era inoltre presente nell'abitazione quando è avvenuto il delitto.

Offerta del giorno30 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 62 giorni
*********


La rete di assistenza

Il progetto Respiro ha sperimentato un sistema di presa in carico basato su équipe con competenze diverse, percorsi psicoterapeutici e aiuti destinati ai familiari che accolgono i bambini. Il programma ha coinvolto anche scuole e operatori impegnati nelle pratiche amministrative e giudiziarie.

L'obiettivo è stato rendere più rapida e coordinata la risposta dopo la perdita della madre. Il modello è stato applicato nell'arco di cinque anni a minori e famiglie seguiti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.


Aiuti ancora poco accessibili

L'indagine segnala però ampie lacune nell'accesso alle misure previste. Prima dell'ingresso nel progetto, quasi un minore su due non aveva ricevuto supporto clinico; il 45,5% non aveva ottenuto gli interventi economici stabiliti dal decreto 71 del 2020.

La quota cresce per l'indennizzo previsto dalla legge 122 del 2016: il 62,8% degli orfani monitorati non ne aveva beneficiato. Il report è stato presentato a Napoli al termine delle attività e ha esaminato 124 minori appartenenti a 78 nuclei familiari.


L'età al momento del delitto

L'età dei bambini costituisce uno degli elementi più rilevanti dello studio. Il 30,3% aveva tra uno e cinque anni, mentre il 23,8% si collocava nella fascia tra sei e otto anni. Nel complesso, quasi sette su dieci non avevano ancora raggiunto i dodici anni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Più della metà aveva meno di nove anni quando ha perso la madre e quasi un terzo non aveva ancora compiuto sei anni. Nel 87,7% delle vicende analizzate, l'autore dell'omicidio era un genitore.


Le violenze prima dell'omicidio

Per molti bambini il trauma non è iniziato con il femminicidio. L'83,1% aveva già attraversato almeno un episodio violento o un'esperienza fortemente traumatica; in oltre due casi su tre risultavano registrate almeno due situazioni di questo tipo.

Tra gli eventi rilevati compaiono l'esposizione alle violenze familiari, i maltrattamenti psicologici e forme di trascuratezza sul piano affettivo o materiale.


L'accoglienza dopo la perdita

Dopo la morte della madre, circa l'80% dei minori è stato accolto da una famiglia, soprattutto tra i parenti della linea materna. La prima soluzione, tuttavia, non sempre si è mantenuta nel tempo.

Nel 20% dei casi l'assetto di accoglienza è stato modificato successivamente. Il monitoraggio ha quindi evidenziato percorsi familiari e assistenziali soggetti a cambiamenti anche dopo la sistemazione iniziale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere