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Cronaca 1 min di lettura4 giorni fa

Ordigni, odio e simboli suprematisti: 14 minorenni sotto perquisizione

Indagini in varie città su un circuito online che celebrava figure dell’estremismo e diffondeva indicazioni per azioni violente, con 17 persone coinvolte e aggravanti legate al terrorismo.

L’inchiesta ha portato a controlli in più città italiane dopo l’emersione di contenuti che celebravano attentatori suprematisti e indicavano anche come costruire ordigni. Nel gruppo degli indagati ci sono 17 persone, 14 delle quali minorenni, raggiunte da perquisizioni eseguite da carabinieri del Ros e agenti della Digos.

Secondo gli elementi raccolti, in rete comparivano manifesti che esaltavano Hitler e Brenton Tarrant, l’autore degli attacchi alle moschee costati decine di vittime. I partecipanti, inoltre, non si limitavano alla propaganda: condividevano anche suggerimenti su tecniche operative e sulle modalità per realizzare azioni violente.


I gruppi finiti nel mirino

Le attività contestate ruotavano attorno a due spazi sociali: "Chat del Nuovo Ordine Europeo" e il gruppo del "Fronte Fascista Italiano". In quei canali sarebbero stati pubblicati messaggi contro ebrei, omosessuali e persone di colore.

La contestazione mossa agli interessati riguarda propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, con l’aggiunta dell’aggravante del terrorismo. Le verifiche hanno coinvolto diverse località del Paese, segno di una rete ritenuta diffusa e non confinata a una sola zona.

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Il ruolo dei minorenni

Tra le 17 persone raggiunte dalle perquisizioni, la maggioranza è composta da minori. È questo uno degli aspetti più delicati dell’operazione, perché fotografa il coinvolgimento di adolescenti in ambienti digitali in cui venivano veicolati contenuti estremisti.

Gli investigatori hanno ricostruito un quadro in cui la propaganda non restava astratta, ma si accompagnava a proposte e istruzioni legate ad azioni violente. Proprio questo ha spinto ad attivare gli accertamenti su più fronti e a intervenire con una serie di perquisizioni coordinate.

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