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Cronaca 2 min di lettura12 ore fa

Oceani roventi a settembre: El Niño spinge il clima verso nuovi record

Il Pacifico ha raggiunto valori mai osservati durante un episodio forte del fenomeno, mentre settembre 2026 si è classificato al secondo posto tra i più caldi di sempre.

Il segnale più estremo arriva dal Pacifico: a settembre la zona Niño 3.4 ha toccato 29,70 °C, una temperatura mai rilevata in precedenza per quell’area. Il dato si inserisce in un quadro globale segnato dal forte riscaldamento degli oceani e da un nuovo mese eccezionalmente caldo.

Secondo l’osservatorio europeo Copernicus, l’episodio di El Niño in corso ha avuto un ruolo decisivo nell’aumento delle temperature marine. Il fenomeno, descritto dagli esperti come di «intensità eccezionale», ha contribuito a portare il mare mondiale ai massimi storici per il mese di settembre.


Il Pacifico supera i precedenti picchi

Considerando gli oceani del pianeta al di fuori delle aree polari, la temperatura media superficiale ha raggiunto 21,05 °C. Il valore supera il primato precedente, stabilito nel settembre 2023 con 20,92 °C.

Ancora più significativo è il dato della regione Niño 3.4, utilizzata come riferimento per misurare l’evoluzione del fenomeno nel Pacifico. I 29,70 °C registrati a settembre sono superiori ai livelli osservati durante le precedenti fasi intense di El Niño, comprese quelle del 1982-1983, del 1997-1998 e del 2015-2016.


Settembre resta vicino alla soglia critica

Il mese ha fatto segnare anche il secondo risultato più elevato mai osservato per la temperatura media dell’aria sulla Terra. Il termometro globale si è fermato a 16,27 °C, cioè 1,63 °C oltre il riferimento dell’epoca preindustriale, calcolato sul periodo 1850-1900.

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Carlo Buontempo, direttore di Copernicus, ha avvertito che la sequenza di mesi sopra 1,5 °C potrebbe continuare: «Con El Niño ancora in intensificazione, è probabile che questa tendenza prosegua fino al 2027». A suo giudizio, il superamento prolungato della soglia indicata dall’Accordo di Parigi appare ormai inevitabile; resta invece da capire di quanto e per quanto tempo il limite verrà oltrepassato.


Nel 2027 possibile un nuovo primato

Le previsioni degli esperti indicano inoltre che l’attuale evoluzione di El Niño potrebbe spingere la temperatura media mondiale verso un nuovo record nel 2027. L’intensità raggiunta dal fenomeno nel Pacifico rappresenta quindi uno degli elementi centrali per valutare l’andamento climatico dei prossimi mesi.

Il quadro di settembre combina così due segnali distinti ma collegati: un primato assoluto per la temperatura degli oceani e un piazzamento al secondo posto per il calore atmosferico globale. Entrambi i dati sono stati diffusi dal servizio meteorologico dell’Unione europea.

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