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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Novi Ligure, il registro elettronico accende lo scontro: scatta l’ispezione

Il Ministero vuole verificare se il registro del liceo sia stato usato per invitare gli studenti a una manifestazione sulla guerra a Gaza.

Un messaggio pubblicato sul registro elettronico di un liceo di Novi Ligure ha trasformato un’iniziativa legata alla guerra a Gaza in un caso politico. L’Ufficio scolastico del Piemonte ha avviato un’ispezione per chiarire chi abbia inserito l’invito al corteo “Sudario di Gaza” e con quali modalità.

La verifica dovrà stabilire anche se uno strumento ufficiale dell’istituto sia stato impiegato per promuovere la partecipazione a una manifestazione. Al centro del confronto ci sono il ruolo educativo della scuola, la libertà d’insegnamento e il limite oltre il quale l’attività formativa potrebbe diventare propaganda.


Il Ministero vuole ricostruire i fatti

L’ispezione riguarda il liceo Edoardo Amaldi e, in particolare, la bacheca del registro ClasseViva, dove sarebbe comparso un appello rivolto agli studenti. L’obiettivo indicato dall’amministrazione scolastica è accertare l’accaduto e valutare un possibile uso improprio di una piattaforma istituzionale.

Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito fanno sapere che, se le ricostruzioni diffuse dalla stampa fossero confermate, si potrebbe configurare una violazione significativa dei doveri professionali. Il ministro Giuseppe Valditara ha sostenuto che «la scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento», aggiungendo che gli accertamenti serviranno a individuare eventuali responsabilità.


Lega e Avs su posizioni opposte

La segnalazione che ha preceduto l’ispezione è stata attribuita a Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera. Il deputato ha giudicato positiva la decisione del Ministero e ha chiesto di chiarire se il liceo abbia realmente utilizzato il registro per invitare gli studenti al corteo, parlando di una vicenda dai contorni ancora da definire.

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Molinari ha inoltre sostenuto che gli istituti non debbano diventare spazi per la propaganda politica, soprattutto quando vengono affrontati temi particolarmente sensibili. Secondo il parlamentare, la scuola deve formare il pensiero degli studenti senza imporre una lettura unica dei fatti: «La scuola sia libera dalle ideologie e dalla propaganda politica».


Piccolotti contesta la linea del governo

Di segno opposto il giudizio di Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra e componente della commissione Cultura della Camera. La parlamentare ha accostato il caso di Novi Ligure a quello della scuola Daneo di Genova, dove la Digos avrebbe rimosso uno striscione con la frase “Qui nessuno è straniero”.

Piccolotti ha ricordato che il “Sudario di Gaza” consiste in un lenzuolo con i nomi di 18.457 bambini uccisi nella Striscia e ha respinto l’accusa di indottrinamento. A suo giudizio, riflettere in classe sulle vittime della guerra può alimentare consapevolezza ed empatia, non limitare la libertà di pensiero.

La deputata ha infine denunciato un clima di forte pressione negli istituti, sostenendo che molti docenti eviterebbero argomenti controversi per timore di ispezioni o interventi ministeriali. «Ormai nelle scuole c’è un clima asfissiante», ha affermato, schierandosi dalla parte degli insegnanti e degli studenti coinvolti.

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