Novara, quattro misure cautelari per presunta corruzione
Coinvolti tre funzionari Anas e un architetto: sequestrati denaro, documenti e dispositivi per circa 97mila euro
Quattro persone sono state raggiunte a Novara da misure cautelari per una presunta corruzione legata ad appalti e opere viarie. Tra gli indagati figurano tre dipendenti della struttura territoriale Anas e un architetto.
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Le misure disposte dal gip
I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale hanno eseguito in mattinata l’ordinanza richiesta dalla Procura di Novara e firmata dal gip. Per i tre dipendenti pubblici sono stati disposti gli arresti domiciliari e la sospensione dall’incarico.
Anche l’architetto è finito ai domiciliari. Nei suoi confronti è stata inoltre stabilita l’interdizione temporanea dall’attività professionale e dall’assunzione di cariche in società. Il professionista era già socio di uno studio milanese attivo nei settori dell’architettura, dell’urbanistica e della progettazione territoriale.
Le opere nel Novarese
Secondo l’ipotesi investigativa, i tre funzionari avrebbero agevolato pratiche amministrative gestite dal professionista. Le procedure riguardavano interventi stradali destinati a collegare importanti insediamenti logistici e commerciali.
I progetti citati dagli investigatori interessano Novara, con il Centro interportuale Merci, corso Vercelli, Borgo di Agognate e il Progetto T9. Altre opere riguardano gli svincoli del polo logistico di Cameri e la Statale 11 nel territorio di Trecate.
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Denaro e beni sequestrati
L’accusa sostiene che, in cambio dei presunti favori, siano stati ricevuti contanti, mobili e apparecchi tecnologici. Il valore complessivo dei beni e delle somme è stato stimato in circa 97.000 euro.
Durante le perquisizioni sono stati acquisiti atti, supporti informatici e denaro ritenuto collegato ai reati contestati. Il gip ha disposto anche sequestri preventivi, finalizzati alla confisca per equivalente delle somme che sarebbero state ottenute illecitamente.
L’indagine è cominciata nel 2022, dopo il trasferimento di alcuni atti dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino alla Procura di Novara. Gli accertamenti hanno preso in esame la possibile presenza di un sistema corruttivo nell’area novarese.
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