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Cronaca 2 min di lettura38 min fa

Norcia, dieci anni dopo il sisma la ricostruzione continua

Il terremoto del 30 ottobre 2016 colpì quattro regioni e lasciò migliaia di persone senza casa

Il terremoto di magnitudo 6.5 che colpì Norcia il 30 ottobre 2016 provocò crolli estesi nell’Italia centrale e decine di migliaia di sfollati.

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I numeri della ricostruzione

In Umbria, a dieci anni dal sisma, risultano completati 2.625 cantieri per abitazioni private sui 4.054 avviati. I contributi assegnati ammontano a 1,64 miliardi di euro, mentre le somme già pagate hanno raggiunto quota 1,09 miliardi.

Per gli edifici e le opere pubbliche sono stati finanziati 574 interventi, con risorse superiori a 830 milioni di euro. Il 97,5% delle procedure risulta avviato almeno con la designazione del responsabile unico del procedimento o con il passaggio a una fase successiva.

Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, ha collegato i progressi al rientro delle famiglie nelle abitazioni, alla riapertura delle attività e al ripristino dei servizi. La ricostruzione, ha aggiunto, deve ancora completare gli interventi e sostenere la ripresa di sicurezza, salute, scuola e lavoro nelle comunità colpite.


Il ricordo del sindaco

Nicola Alemanno, che nel 2016 era sindaco di Norcia, ha rievocato quei minuti trascorsi nel Centro operativo comunale. «Fu un boato indescrivibile, un rumore profondo che sembrava arrivare dalle viscere della terra», ha raccontato ricordando l’edificio scosso dalle oscillazioni dopo giorni di lavoro e di terremoti.

L’ex primo cittadino ha spiegato di essere uscito a piedi nudi per cercare il padre, che non riusciva a camminare senza aiuto. Tornato nella stanza, vide che il pilastro dietro il letto era esploso e che sul materasso era rimasta la sagoma del suo corpo.

La notizia del crollo della Basilica di San Benedetto arrivò poco dopo. In mezzo alla polvere, Alemanno incontrò le Clarisse e padre Cassian, priore del monastero; alla domanda su come ripartire, il religioso rispose: «Pina, siamo vivi, ricostruiremo tutto!».

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I borghi dopo la scossa

La basilica norcina, riaperta un anno fa dopo la ricostruzione, è diventata l’immagine più riconoscibile di quel terremoto. Il sisma colpì territori già danneggiati dalle scosse del 24 agosto e del 26 ottobre 2016.

A Norcia vennero distrutte anche la chiesa di San Francesco e altre strutture del centro storico. Castelluccio di Norcia subì danni tali da lasciare in piedi soltanto una parte minima dell’abitato.

Ad Amatrice, già duramente colpita in agosto, cedettero definitivamente la sommità della Torre Civica e la chiesa di Sant’Agostino. Il bilancio fu di circa venti feriti, senza vittime dirette: molti centri erano già stati evacuati e classificati come zone rosse.


La scossa del 30 ottobre

La terra tremò alle 7:40 del 30 ottobre 2016, con epicentro nei pressi di Norcia. L’onda sismica interessò Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, aggravando le conseguenze delle precedenti scosse.

Con una magnitudo di 6.5, fu il terremoto più intenso registrato in Italia dopo quello dell’Irpinia del 1980. Interi borghi furono devastati, numerose chiese storiche crollarono e migliaia di residenti dovettero lasciare le proprie abitazioni.

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