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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Nobel Medicina 2026: la luce che accende e spegne i neuroni

Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel ricevono il riconoscimento per aver reso possibile il controllo mirato dell’attività nervosa nei cervelli viventi.

Emozioni e ricordi possono essere studiati osservando con precisione quasi cellula per cellula ciò che accade nel cervello. È questa la prospettiva aperta dalle ricerche di Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel, premiati congiuntamente con il Nobel per la Medicina 2026.

Il loro lavoro ha permesso di intervenire sui segnali nervosi usando la luce: in alcuni esperimenti, singoli neuroni sono stati attivati o messi a riposo all’interno del cervello di animali vivi. La tecnica, oggi impiegata nei laboratori di tutto il mondo, è alla base dell’optogenetica, campo che unisce genetica e strumenti ottici per analizzare il comportamento delle cellule.


La svolta nata dalle proteine sensibili

L’annuncio è arrivato dal Karolinska Institutet di Stoccolma per voce di Thomas Perlman, segretario generale dell’Assemblea dei Nobel. La motivazione riconosce ai tre scienziati le scoperte sui canali ionici attivati dalla luce e lo sviluppo dell’optogenetica.

Il passaggio decisivo è legato alla canalerodopsina, una proteina individuata da Hegemann e Nagel. Inserita in determinate cellule, la proteina le rende reattive alla luce e consente quindi di influenzarne l’attività attraverso uno stimolo esterno controllabile.

Deisseroth ha poi portato il gene della canalerodopsina nei neuroni di alcuni ratti. Illuminando queste cellule con luce blu, è riuscito a far comparire un segnale nervoso; esperimenti successivi hanno consentito di regolare l’attività di neuroni nel cervello di topi vivi, trasformando la luce in una sorta di interruttore biologico.

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Tre percorsi diversi verso il Nobel

Karl Deisseroth compirà 55 anni a novembre. È tra i ricercatori più giovani ad aver ricevuto il Nobel per la Medicina e insegna Bioingegneria, Psichiatria e Scienze comportamentali alla Stanford University; svolge inoltre attività presso l’Howard Hughes Medical Institute.

Peter Hegemann, che compirà 72 anni a dicembre, ricopre l’incarico di Hertie Senior Professor di Neuroscienze all’università Humboldt di Berlino. Georg Nagel ha invece compiuto 73 anni ad agosto ed è professore di Fisiologia molecolare delle piante all’università di Würzburg.

Le scoperte premiate da Nagel furono realizzate all’Istituto Max Planck di Biofisica di Francoforte. I tre vincitori riceveranno complessivamente 12 milioni di corone svedesi, una cifra superiore di 1 milione rispetto agli anni precedenti e equivalente a circa 1,066 milioni di euro.

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