12.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Nobel a Halzen, ma il sogno da bambino era un altro

Dopo il riconoscimento per la Fisica, lo scienziato racconta il sollievo, la passione per la ricerca e il desiderio di continuare a studiare i neutrini

Il Nobel per la Fisica non era il sogno d’infanzia di Francis Halzen. Lo scienziato belga, oggi a Torino per partecipare al Comitato di valutazione internazionale dell’Infn, ricorda infatti che da bambino aspirava a un traguardo molto diverso: «Io sognavo di vincere il Tour de France. Sapete, sono belga, tutti i bambini belgi sognano questo».


Il Nobel ha chiuso un’attesa lunga anni

Il riconoscimento è arrivato dopo un percorso scientifico durato decenni e dopo oltre dieci anni dalle prime scoperte legate al progetto. Per Halzen, più che l’euforia iniziale, la notizia ha portato un senso di sollievo: le indiscrezioni sul possibile premio si erano ripetute a lungo e lo scienziato temeva di deludere i collaboratori che avevano lavorato con lui.

«Il mio primo pensiero è stato di sollievo», ha raccontato a Torino, spiegando di essere contento che quella lunga attesa sia finalmente terminata. Il premio, dunque, viene vissuto anche come un riconoscimento al lavoro collettivo della squadra, non soltanto come un risultato personale.


La ricerca resta la sua priorità

Halzen non considera il Nobel un punto d’arrivo. Dopo circa 35 anni trascorsi a progettare e costruire gli esperimenti, vuole continuare a esaminare i dati e a ricavarne nuove informazioni. La quantità di neutrini raccolta non è ancora enorme, ha osservato, ma l’analisi rimane per lui un’attività stimolante, simile all’interpretazione dei fondi del tè.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il prossimo obiettivo, ha spiegato sorridendo, è riuscire a produrre ancora nuova conoscenza nel campo della Fisica. Agli studenti dell’Università di Torino ha invece affidato un messaggio netto: la scienza richiede passione autentica, perché non può essere affrontata come un impiego qualunque o motivata soltanto dal denaro. A suo giudizio, serve una dedizione quasi totale alla soluzione dei problemi.


Ogni giorno può arrivare una sorpresa

L’esperienza accumulata in tanti anni non ha reso la ricerca prevedibile. Al contrario, Halzen sostiene che il fascino della scienza risieda proprio nella possibilità che emergano elementi inattesi in qualsiasi momento: per questo, ha detto, il lavoro non diventa mai noioso.

Il premio appena ricevuto non cambia quindi la direzione del suo impegno. L’attenzione resta concentrata sugli esperimenti, sui neutrini e sulle domande ancora aperte, con la stessa curiosità che lo ha accompagnato durante la costruzione del progetto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere