Neonato morto a Napoli: quattro sanitari sotto accusa, cosa emerge
Il primario del San Leonardo è ai domiciliari, mentre due medici e un’ostetrica sono stati sospesi: l’inchiesta ipotizza anche alterazioni e depistaggi dopo il decesso.
L’indagine sulla morte di un neonato, avvenuta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, porta a quattro misure cautelari. La Procura contesta ai sanitari non soltanto possibili errori nella gestione del parto, ma anche condotte che avrebbero puntato a mascherare le responsabilità emerse in seguito.
Il primario finisce ai domiciliari
Il provvedimento riguarda il responsabile pro tempore della Ginecologia, destinatario degli arresti domiciliari. Per altri due medici e per un’ostetrica è stata invece disposta l’interdizione dall’esercizio della professione per 12 mesi.
L’ordinanza è stata eseguita dai finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata. A emetterla è stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura: per tutti gli indagati vale comunque la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.
Le ipotesi della Procura
Nel fascicolo compaiono le contestazioni di responsabilità colposa per la morte in ambito sanitario, falsità materiale e ideologica in atti pubblici commessa da un pubblico ufficiale. Agli indagati viene inoltre attribuita, secondo l’impostazione accusatoria, l’ipotesi di frode nel processo penale e depistaggio.
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Gli investigatori ritengono che, subito dopo il parto, siano state adottate iniziative finalizzate a occultare eventuali condotte colpose. Gli accertamenti dovranno ora stabilire il ruolo preciso di ciascun sanitario e verificare la fondatezza delle ricostruzioni contenute nell’ordinanza.
Il ricovero dopo il parto
Il bambino era venuto alla luce con circa un mese di anticipo rispetto al termine previsto. Le complicazioni manifestatesi durante il parto avevano reso necessario il trasferimento immediato in terapia intensiva.
Il decesso è avvenuto alla fine di marzo 2024, poco più di un mese dopo la nascita. Proprio dalla morte del piccolo hanno preso avvio gli accertamenti, che avrebbero evidenziato sia possibili profili di colpa nella gestione sanitaria sia una successione di comportamenti successivi ritenuti potenzialmente orientati a nascondere tali responsabilità.
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