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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Neuroni sotto la luce: la ricerca che indaga autismo e schizofrenia

Francesco Papaleo racconta come l’optogenetica permetta di modulare l’attività cerebrale nei topi e di studiare i disturbi psichiatrici

Un fascio luminoso può diventare uno strumento per osservare più da vicino il funzionamento del cervello. Nei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Francesco Papaleo utilizza l’optogenetica sui topi per analizzare il legame tra specifici gruppi di neuroni e comportamento.


La luce per capire il cervello

«Con un fascio di luce possiamo aumentare o ridurre l’attività di gruppi di neuroni e capire che ruolo hanno nel comportamento», spiega Papaleo, responsabile dell’unità di ricerca “Genetics of Cognition”. La tecnica consente quindi di intervenire sull’attività neuronale in modo mirato e di studiarne gli effetti.

L’obiettivo non è soltanto descrivere come funzionano i circuiti cerebrali, ma comprendere il loro possibile coinvolgimento nelle malattie psichiatriche. Il lavoro viene svolto per ora su modelli animali, all’interno delle attività di ricerca dell’istituto genovese.

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Autismo e schizofrenia sotto esame

Tra le condizioni investigate dal gruppo di Papaleo ci sono l’autismo e la schizofrenia. L’optogenetica viene impiegata per cercare di chiarire quali meccanismi neuronali possano contribuire alle alterazioni del comportamento associate a questi disturbi.

Il passaggio dall’attività sperimentale sui topi a un eventuale utilizzo sull’uomo presenta ancora ostacoli. Secondo Papaleo, tuttavia, non è escluso che in futuro il metodo possa essere applicato anche alle persone, dopo aver superato le difficoltà ancora aperte.

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