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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Nessy Guerra, l’appello dall’Egitto: «Non posso nemmeno curarmi

Da tre mesi e mezzo la donna vive chiusa in casa con la figlia e denuncia un peggioramento delle condizioni fisiche e psicologiche.

Da oltre cento giorni Nessy Guerra sostiene di non poter lasciare l’abitazione in Egitto insieme alla sua bambina. In un nuovo appello racconta che la situazione sta diventando insostenibile e che le sarebbe impedito persino di sottoporsi a una visita medica.

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Tre mesi e mezzo senza uscire

La donna descrive una quotidianità trascorsa interamente tra le mura domestiche, senza la possibilità di accompagnare la figlia nemmeno per una semplice passeggiata. «Sono tre mesi e mezzo che sono chiusa in casa e non posso nemmeno uscire per fare una passeggiata con la mia bambina», afferma nel messaggio.

Guerra paragona la propria condizione a quella di una persona sottoposta a una misura detentiva, pur sostenendo di non aver commesso il reato che le viene contestato. Nel frattempo, aggiunge, l’uomo che indica come responsabile della sua situazione sarebbe ancora libero.

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La richiesta di assistenza medica

Gli appelli della donna si sono intensificati: l’ultimo risaliva appena a quattro giorni prima. Questa volta, oltre a denunciare il confinamento, richiama l’attenzione sul deterioramento del proprio stato di salute.

Secondo quanto riferisce, anche la possibilità di ricevere cure o effettuare un controllo sanitario le sarebbe negata. Guerra sostiene inoltre che la lunga permanenza forzata in casa stia mettendo a dura prova sia il fisico sia l’equilibrio psicologico, e chiede perché non le venga riconosciuta la possibilità di curarsi.

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