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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Natoli replica a De Luca: «Quel giorno ero con Mutolo alla Dia»

L’ex magistrato contesta la ricostruzione del procuratore di Caltanissetta e richiama gli esiti dell’inchiesta archiviata dal Gip

Il 18 luglio 1992 Gioacchino Natoli non si trovava a Palermo con gli altri magistrati: era a Roma, nella Dia, insieme al collega Lo Forte, per interrogare il pentito Mutolo. È questo il punto con cui l’ex magistrato contesta l’interpretazione attribuita a Salvatore De Luca sul presunto rapporto di sfiducia con Paolo Borsellino.

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Il documento che smentirebbe la ricostruzione

Secondo Natoli, una consultazione completa degli atti avrebbe evitato quell’affermazione, pronunciata durante l’audizione del 9 dicembre 2025. «Quel 18 luglio 1992 ero a Roma alla Dia, insieme al collega Lo Forte, a interrogare Mutolo», sostiene l’ex magistrato, riferendosi al giorno in cui Borsellino avrebbe riferito a Palermo quanto appreso dal collaboratore il giorno precedente.

Natoli rivendica inoltre un metodo fondato sull’esame integrale della documentazione. «Chi fa indagini deve avere piena conoscenza di tutte le carte», afferma, sostenendo che le ricostruzioni investigative non dovrebbero partire da convinzioni già formate.


L’inchiesta finita sotto accusa

La presa di posizione arriva dopo l’audizione in commissione Antimafia del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca. Natoli gli rimprovera di averlo attaccato pubblicamente per la terza volta, senza ricordare che il procedimento a suo carico è stato archiviato dal Gip per insussistenza del fatto.

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L’ex magistrato era stato indagato e intercettato per due anni nell’ipotesi di aver agevolato ambienti mafiosi e soggetti del mondo imprenditoriale e politico ritenuti collegati alla mafia. A suo giudizio, De Luca non avrebbe riconosciuto il fallimento dell’inchiesta né richiamato la valutazione del Gip, secondo cui il comportamento di Natoli verso Borsellino era stato «affettivamente ed effettivamente» leale.


Il nodo mafia-appalti e la Commissione

Nel ricostruire l’audizione, Natoli riferisce che De Luca ha ribadito l’accusa di una sua sottovalutazione di un procedimento che il procuratore, a distanza di 35 anni, considera collegato al rapporto mafia-appalti nato dal dossier dei Ros. L’ex magistrato respinge anche questo addebito: precisa di non aver mai chiesto l’archiviazione di quel procedimento perché, sostiene, non se ne era mai occupato.

Natoli contesta infine il rilievo dato da De Luca a una sua conversazione con il senatore Scarpinato. L’espressione sull’idea di “seppellire” la presidente Colosimo sotto una montagna di documenti, spiega, indicava atti già disponibili da rendere pubblici, non un’iniziativa diversa dal mettere a disposizione della Commissione la documentazione esistente. Sulle altre anomalie che ritiene presenti nell’indagine a suo carico, afferma che il procuratore potrà eventualmente rispondere nelle sedi competenti.

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