Movimento 17 ottobre, la presunta regia porta a Youssef Siher
Il trentenne è stato trovato a Milano e ascoltato dalla polizia: la sua posizione resta al centro degli accertamenti sull’organizzazione delle proteste.
La pista investigativa sul Movimento 17 ottobre conduce a Youssef Siher, trentenne italiano di seconda generazione originario di Brescia. L’uomo è stato rintracciato in un’abitazione milanese, dove si trovava ospite di un’amica, quindi sottoposto a perquisizione e ascoltato in Questura. La sua posizione, secondo le informazioni disponibili, non risulta al momento formalmente definita come quella di una persona indagata, sebbene gli accertamenti riguardino anche l’ipotesi di istigazione a delinquere.
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La polizia cerca il volto del movimento
Siher viene indicato dagli investigatori come il possibile promotore della rete nata attorno a una conversazione telematica e a un profilo Instagram. L’attività del gruppo era collegata all’organizzazione di cortei e iniziative in diverse città italiane, con Milano indicata tra i primi punti di concentramento.
Il Movimento aveva annunciato che soltanto alle 14.30 avrebbe comunicato i luoghi di ritrovo. La mobilitazione era stata presentata come una risposta al decreto-legge sulla sicurezza approvato il 20 ottobre, che introduce un nuovo reato legato alla violenza organizzata durante le manifestazioni, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano.
Le accuse del ministro dell’Interno
Matteo Piantedosi ha descritto Siher come la presunta “mente” del movimento e del profilo utilizzato per preparare azioni violente nelle principali città. Il ministro, in un messaggio pubblicato su X, lo ha inoltre collocato nell’area vicina alla galassia pro-Palestina e agli ambienti antagonisti, sottolineando i suoi legami professionali con il giornalismo e con un istituto di ricerca.
“Non saranno possibili zone franche”, ha scritto Piantedosi, sostenendo che l’intervento dimostri la capacità investigativa delle forze di polizia e ribadendo che lo Stato intende intervenire contro chi organizza aggressioni o rivolte sfruttando l’anonimato della rete.
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Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato l’operazione, rivolgendosi pubblicamente al collega dell’Interno e alla polizia. A suo giudizio, la persona individuata non sarebbe un emarginato, ma un soggetto con numerose occasioni professionali e contatti in ambienti qualificati.
Il profilo professionale di Siher
Siher è presentato come attivista vicino alle posizioni pro-Palestina, giornalista freelance, politologo e studioso. Nel 2025 ha svolto un tirocinio al Fatto Quotidiano, per il quale ha firmato due articoli; nel 2024 ne aveva pubblicati altri cinque. Negli anni precedenti la collaborazione con il quotidiano era stata più frequente.
I suoi contributi hanno riguardato soprattutto Tunisia, Sudan e Mar Rosso, mentre la Palestina è comparsa solo occasionalmente e non negli articoli più recenti. Quattro anni fa aveva pubblicato anche un pezzo sul Foglio, dedicato al Pakistan, senza però diventare un collaboratore stabile della testata.
Gli investigatori dovranno ora chiarire il ruolo effettivo avuto dal trentenne nella nascita e nella gestione del Movimento 17 ottobre. Al momento, gli elementi resi noti comprendono la perquisizione, l’audizione in Questura e l’individuazione del luogo in cui è stato trovato, mentre gli sviluppi giudiziari dovranno stabilire eventuali responsabilità.
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