489notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Moussa Diarra, il caso resta aperto: il 19 novembre la svolta

A Verona un nuovo presidio ricorda il giovane maliano ucciso nel 2024, mentre un accertamento disposto dalla giudice riporta l’attenzione sulle immagini della stazione

Una sagoma bianca sull’asfalto, proprio nel punto in cui Moussa Diarra perse la vita, ha segnato il presidio organizzato questa mattina davanti alla stazione di Verona Porta Nuova. A due anni dalla morte del 26enne originario del Mali, il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra e la Comunità maliana in Italia chiedono che vengano chiariti tutti gli elementi della vicenda.

La prossima tappa giudiziaria è già fissata: il 19 novembre si terrà l’incidente probatorio. La decisione arriva dopo che la giudice Livia Magri ha respinto la richiesta di archiviazione, dando nuovo impulso agli accertamenti sul decesso avvenuto il 20 ottobre 2024.

Offerta del giorno24 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 68 giorni
*********


Le immagini restano al centro del caso

Secondo Eleonora Puglisi, esponente del comitato, il provvedimento giudiziario impone di verificare aspetti che, a loro avviso, non sarebbero stati adeguatamente approfonditi dalla Procura. Tra questi figurano la possibile alterazione dei filmati delle telecamere e l’esistenza di riprese mai esaminate dagli investigatori.

Il comitato vuole inoltre fare luce su un video realizzato dagli agenti prima dell’arrivo dei soccorsi. In quelle immagini, secondo quanto riferito durante il presidio, un coltello sarebbe stato sistemato nelle mani di Diarra mentre il giovane era ancora agonizzante. Puglisi ha sostenuto che proprio la scelta della giudice di disporre nuovi accertamenti confermi la necessità delle mobilitazioni portate avanti in questi due anni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Due versioni sulla sparatoria

Diarra venne colpito a morte da un proiettile sparato da un agente della Polfer. Il poliziotto è indagato per eccesso di legittima difesa; con lui è coinvolto anche un collega, chiamato a rispondere dell’ipotesi di depistaggio.

L’agente ha sempre affermato di aver reagito a un’aggressione e ha sostenuto che il ragazzo avesse un coltello. Familiari e amici della vittima contestano però questa ricostruzione e parlano di omicidio. Un altro sit-in si era svolto martedì scorso, in occasione del secondo anniversario della tragedia, mentre il nuovo presidio ha riportato la vicenda davanti alla stazione veronese.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere