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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Morti sul lavoro, l’allarme Confsal: 1.189 vittime nel 2025

Dopo la tragedia del Colosseo, Margiotta rilancia la richiesta di una revisione profonda delle regole e di un tavolo con le istituzioni.

La morte di Andrea Moretti al Colosseo ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei cantieri, ma per la Confsal il punto non è il singolo episodio. Angelo Raffaele Margiotta parla di un sistema che, nonostante gli interventi recenti, continua a lasciare scoperti troppi lavoratori e chiede una svolta immediata.

Nel suo intervento, il segretario generale insiste su un dato che definisce inaccettabile: nel 2025 i lavoratori deceduti sono stati 1.189. La tragedia dell’operaio di 22 anni, precipitato da circa dieci metri durante il lavoro all’impianto di illuminazione del monumento romano, diventa così per il sindacato la prova che l’emergenza resta aperta.


Una tragedia che riapre il dossier sicurezza

Margiotta ha invitato a non soffermarsi sul caso specifico, che sarà chiarito dalla magistratura, ma a guardare al quadro complessivo. Secondo la Confsal, l’episodio conferma che la distanza tra norme e tutela reale è ancora ampia e che le misure in vigore non bastano a invertire la rotta.

Il sindacalista ha espresso anche il cordoglio dell’organizzazione alla famiglia di Andrea Moretti. Al tempo stesso, ha trasformato il lutto in una nuova richiesta politica e istituzionale: aprire subito un confronto per arrivare a regole più solide e vincolanti.

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Le due richieste al centro della proposta

La Confsal sostiene da tempo la necessità di una riforma organica della sicurezza sul lavoro. Al centro della proposta ci sono due elementi: la creazione di un Polo unico che riunisca funzioni oggi distribuite tra più soggetti e il rafforzamento della figura del preposto, con pieno riconoscimento del suo ruolo.

Margiotta ha richiamato anche le novità introdotte di recente, dalla patente a crediti alla stretta sulla regolarità della formazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Per il sindacato, però, questi strumenti non hanno ancora colmato le lacune del sistema ispettivo e normativo, che continua a mostrare limiti evidenti.


Il messaggio alle istituzioni

La richiesta finale è quella di un tavolo immediato con le istituzioni, così da tradurre le proposte in misure concrete. Per Confsal, la priorità resta fermare una scia di morti che continua a pesare sul mondo del lavoro e che, nonostante le riforme annunciate, non accenna a ridursi in modo sufficiente.

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