Mollo al 112 dopo gli spari: la frase sulla paura che ha sorpreso i soccorsi
La telefonata arriva nel pieno della notte e, più delle altre parole, colpisce la ripetizione con cui Roberto Mollo prova a spiegare quanto è accaduto: dice di avere avuto paura e insiste sul fatto di essersi difeso.
È la conversazione con il 112 dopo la sparatoria avvenuta nella cascina di Baldissero d'Alba, dove uno dei ladri è rimasto a terra senza vita.
La chiamata partita alle 2.17
Alle 2.17 di domenica notte il 35enne prende il telefono e contatta il numero di emergenza. All’operatore racconta di aver trovato dei ladri in casa e di aver reagito, aggiungendo subito che c’è «una persona a terra» e che non sa se sia morta. Nelle sue prime frasi emerge anche il passaggio più delicato: «Avevo paura, mi sono difeso».
Quando il carabiniere gli chiede se abbia sparato, Mollo conferma senza esitazioni. Spiega di essere armato, ammette di aver fatto fuoco e precisa di vivere da solo in una cascina in campagna. Durante quel confronto viene invitato a mantenere la calma e a non toccare nulla; lui risponde: «Non tocco niente».
L'inchiesta sulla morte di Gjovalin Lazri
Il fatto risale alla notte tra il 19 e il 20 settembre, quando nella proprietà di Baldissero d'Alba sarebbe avvenuta l’incursione dei ladri. Dopo gli spari, uno di loro, Gjovalin Lazri, è morto. Per questa vicenda la Procura ha iscritto Roberto Mollo nel registro degli indagati.
La ricostruzione giudiziaria si concentra ora su ciò che è accaduto in quei momenti, a partire dalla segnalazione fatta dallo stesso 35enne ai soccorsi. Nella registrazione della chiamata, oltre alla descrizione dell’irruzione, resta soprattutto l’immagine di un uomo che riferisce di aver reagito per difendersi e chiede assistenza mentre nell’abitazione c’è un corpo a terra.
Continua a leggere
David Rossi, le lesioni cambiano il caso: suicidio «insostenibile
La consulenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ex dirigente Mps mette in dubbio la ricostruzione del gesto volontario
Garlasco, il dettaglio nei file grezzi che riapre il caso
Le tracce originali delle analisi del 2007 avrebbero fatto emergere esami negativi e valori anomali, ora al centro delle nuove iniziative della difesa di Stasi.
San Jacopino, scontro in strada: cinture e mazze tra i gruppi
La tensione è esplosa ieri sera sul viale Redi, dove due gruppi composti da nordafricani e sudamericani si sono affrontati nel quartiere fiorentino.
Fabio Colapietro, la confessione di De Oliveira: venerdì l’autopsia
Il 26enne ha ammesso davanti al gip di aver causato la morte, sostenendo però che si sarebbe trattato di un gesto non intenzionale.