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Cronaca 1 min di lettura5 giorni fa

Mollo al 112 dopo gli spari: la frase sulla paura che ha sorpreso i soccorsi

La telefonata arriva nel pieno della notte e, più delle altre parole, colpisce la ripetizione con cui Roberto Mollo prova a spiegare quanto è accaduto: dice di avere avuto paura e insiste sul fatto di essersi difeso.

È la conversazione con il 112 dopo la sparatoria avvenuta nella cascina di Baldissero d'Alba, dove uno dei ladri è rimasto a terra senza vita.


La chiamata partita alle 2.17

Alle 2.17 di domenica notte il 35enne prende il telefono e contatta il numero di emergenza. All’operatore racconta di aver trovato dei ladri in casa e di aver reagito, aggiungendo subito che c’è «una persona a terra» e che non sa se sia morta. Nelle sue prime frasi emerge anche il passaggio più delicato: «Avevo paura, mi sono difeso».

Quando il carabiniere gli chiede se abbia sparato, Mollo conferma senza esitazioni. Spiega di essere armato, ammette di aver fatto fuoco e precisa di vivere da solo in una cascina in campagna. Durante quel confronto viene invitato a mantenere la calma e a non toccare nulla; lui risponde: «Non tocco niente».


L'inchiesta sulla morte di Gjovalin Lazri

Il fatto risale alla notte tra il 19 e il 20 settembre, quando nella proprietà di Baldissero d'Alba sarebbe avvenuta l’incursione dei ladri. Dopo gli spari, uno di loro, Gjovalin Lazri, è morto. Per questa vicenda la Procura ha iscritto Roberto Mollo nel registro degli indagati.

La ricostruzione giudiziaria si concentra ora su ciò che è accaduto in quei momenti, a partire dalla segnalazione fatta dallo stesso 35enne ai soccorsi. Nella registrazione della chiamata, oltre alla descrizione dell’irruzione, resta soprattutto l’immagine di un uomo che riferisce di aver reagito per difendersi e chiede assistenza mentre nell’abitazione c’è un corpo a terra.

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