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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Minorenne indagata a Ragusa per propaganda jihadista

La ragazza è stata trasferita in una comunità dopo il sequestro di un dispositivo durante una perquisizione a maggio

Una minorenne albanese della provincia di Ragusa è stata trasferita in una comunità per ordine del Tribunale dei Minorenni di Catania. È accusata di auto-addestramento e apologia con finalità terroristiche, anche internazionali.

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I materiali trovati nei dispositivi

Tra i contenuti esaminati dagli investigatori figurano filmati legati a gruppi jihadisti, immagini di esecuzioni di prigionieri e materiale favorevole al Daesh. Sono stati individuati anche testi sull’auto-addestramento e sulla preparazione di esplosivi artigianali.

Nel dispositivo erano presenti inoltre video relativi all’aggressione avvenuta lo scorso marzo nell’istituto Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. In quell’episodio, una docente di francese era stata ferita al collo da un tredicenne, suo studente. Anche questi elementi sono stati inseriti nel quadro investigativo che ha portato alla misura disposta dal tribunale.


Contatti e segnali di radicalizzazione

Gli accertamenti hanno fatto emergere comunicazioni con persone che si presentavano come appartenenti allo Stato Islamico e con utenti favorevoli ad azioni terroristiche. Nei suoi profili social, soprattutto su TikTok, la giovane avrebbe diffuso pubblicazioni riconducibili alla propaganda jihadista.

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L’esame tecnico del dispositivo, affidato agli specialisti della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, avrebbe documentato un percorso di radicalizzazione. Oltre all’interesse per la propaganda dello Stato Islamico, sono comparsi riferimenti alla simbologia dell’estrema destra, contenuti sul radicalismo violento e messaggi antisemiti. Gli investigatori hanno trovato anche immagini e altri materiali che sarebbero stati realizzati con strumenti di intelligenza artificiale.


Come è partita l’indagine

L’attenzione degli investigatori era stata attirata da una segnalazione dell’Aisi. La ragazza è stata poi individuata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, mentre la Digos di Ragusa ha svolto ulteriori verifiche anche nell’ambiente scolastico.

Secondo quanto emerso, la minorenne aveva cambiato le proprie abitudini e limitato i rapporti alle compagne di classe di fede islamica. Sottoposta a monitoraggio, era stata perquisita a maggio: l’operazione aveva portato al sequestro del dispositivo, la cui analisi ha fornito gli elementi successivamente utilizzati per il provvedimento restrittivo. Al termine degli adempimenti, la giovane è stata collocata in una comunità per minori.

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