Minacce a Lepore e Bonaccini, scatta l’allarme a Bologna: la reazione di Schlein
Una lettera con contenuti intimidatori è arrivata a Palazzo d’Accursio ed è stata trasferita in Questura, mentre dal Pd arriva la condanna di Schlein.
Un messaggio scritto con toni intimidatori ha colpito Matteo Lepore e Stefano Bonaccini, facendo scattare l’allarme a Bologna. La lettera, recapitata a Palazzo d’Accursio, è stata poi consegnata alla Questura per gli accertamenti del caso.
Elly Schlein ha commentato duramente la vicenda, definendola un episodio grave e inaccettabile. La segretaria del Pd ha legato l’accaduto a un clima politico che, a suo giudizio, non può lasciare spazio alla violenza verbale o alle minacce.
La lettera finita in Questura
Il plico è arrivato negli uffici di Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, prima di essere trasferito in Questura. Il contenuto ha portato a considerare seriamente la natura delle frasi indirizzate al sindaco Lepore e a Bonaccini.
Al momento non vengono forniti altri dettagli sul testo della missiva, ma la scelta di inoltrarla alla polizia segnala la rilevanza del caso. L’episodio ha immediatamente assunto un profilo di sicurezza e ordine pubblico.
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La condanna del Pd
Schlein ha parlato di una situazione "gravissimo e inaccettabile" e ha ribadito che non è tollerabile trasformare l’odio in uno strumento di confronto politico. Il suo intervento è arrivato a poche ore dalla diffusione della notizia.
La segretaria dem ha così espresso solidarietà ai destinatari della lettera, inserendo l’accaduto in un quadro più ampio di tensione nel dibattito pubblico. Il messaggio politico, nelle sue parole, è che minacce e intimidazioni non possono trovare alcuna legittimazione.
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