Milano, il grido della madre: «Vorrei solo riabbracciarlo»
La donna, arrivata in Italia dall’Ucraina nel 2005, racconta la notte della telefonata e il timore per il figlio fermato dopo gli scontri
«Vorrei soltanto abbracciarlo e che prendesse la strada giusta». È tra le lacrime che una madre racconta la paura per il figlio, appena quattordicenne e mezzo, fermato a Milano durante gli scontri del fine settimana.
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Tre figli cresciuti senza aiuti
La donna è ucraina e vive in Italia dal 2005. Ha cresciuto da sola tre figli maschi, mentre il maggiore, oggi 29enne, si trova in Ucraina.
Il dolore per quanto accaduto al più giovane è arrivato al culmine quando la madre ha saputo che il ragazzo era stato portato in questura. La sua preoccupazione, però, va oltre la vicenda giudiziaria: teme che il figlio possa allontanarsi dal percorso che vorrebbe per lui.
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La telefonata arrivata di notte
A svegliarla, intorno alle due, è stata una chiamata della polizia. Agli agenti la donna attribuisce l’invito a trovare subito un avvocato: «Cerchi urgentemente un avvocato, suo figlio andrà in carcere».
Secondo il racconto della madre, quella era la prima occasione in cui il ragazzo si recava a Milano insieme ad amici e compagni di classe. Il giovane si trova ora in questura, dopo essere stato fermato nell’ambito degli scontri avvenuti nel capoluogo lombardo nel weekend.
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