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Cronaca 4 min di lettura18 min fa

Milano, 1 milione di danni e 141 agenti feriti: è scontro politico

Dopo gli arresti e le devastazioni nelle piazze di Milano, Bologna e Torino, il ministro dell’Interno e il sindaco Sala si accusano a vicenda sulla gestione dell’ordine pubblico.

Vetrine infrante, arredi dei locali lanciati contro le forze dell’ordine, sanpietrini divelti e strutture di cantiere danneggiate: il bilancio degli scontri nelle principali città coinvolte arriva ad almeno 1 milione di euro. Milano stima perdite per 500mila euro, mentre un altro mezzo milione riguarda Bologna; sul fronte della sicurezza, invece, risultano feriti 141 agenti.

Il giorno dopo le violenze, il confronto politico si è concentrato soprattutto sul numero di uomini impiegati in piazza. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha contestato l’adeguatezza del dispositivo, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha respinto le accuse e ha difeso l’operato della polizia.

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Arresti e indagini dopo gli scontri

Sono 28 le persone arrestate e 43 quelle denunciate. Gli identificati sono 197, tra i quali figurano numerosi minorenni e cittadini stranieri, compresi migranti di seconda generazione. Le attività investigative proseguono per ricostruire le responsabilità individuali e collegare i partecipanti ai singoli episodi di danneggiamento e aggressione.

Piantedosi ha assicurato che l’età di alcuni dei protagonisti non costituirà uno schermo rispetto alle conseguenze penali. Secondo il ministro, le forze dell’ordine hanno garantito il diritto di manifestare intervenendo con prudenza nelle situazioni più critiche, ma chi ha scelto di ricorrere alla violenza dovrà rispondere delle proprie azioni.

Il titolare del Viminale ha inoltre sostenuto che le difficoltà incontrate dagli agenti dipendono anche dai vincoli imposti dalle regole d’ingaggio e dalla necessità di usare la forza soltanto quando indispensabile. A suo giudizio, discutere esclusivamente del numero dei poliziotti rischia di spostare l’attenzione dagli autori delle devastazioni.


Sala accusa: «Tanti contro pochi»

Parlando degli scontri, Sala ha descritto una situazione particolarmente tesa soprattutto in piazza Duomo. Il sindaco ha riferito di aver visto molti manifestanti violenti contrapposti a un gruppo ristretto di agenti e ha espresso dubbi sulla quantità di personale disponibile, precisando di non voler rivolgere critiche personali al questore.

«Sono anni che seguo le manifestazioni e ieri mi sembravano tanti contro pochi», ha detto il primo cittadino. Sala ha anche chiesto di distinguere con chiarezza chi protesta pacificamente da chi assalta, danneggia e aggredisce, sottolineando la propria preoccupazione per forme di mobilitazione sempre più difficili da interpretare.

La replica di Piantedosi è arrivata poche ore dopo. Il ministro ha accusato il sindaco di attribuire la responsabilità alla Questura e ha definito questo atteggiamento come una tendenza della sinistra radicale a cercare colpe nelle istituzioni invece di condannare senza riserve i violenti.

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Sala ha reagito con durezza, respingendo l’etichetta e rivendicando il proprio impegno professionale. Ha ricordato di aver condannato pubblicamente le devastazioni e ha invitato il ministro a mettere da parte gli attacchi personali per concentrarsi su una collaborazione tra Comune e governo.


La linea del governo sulla sicurezza

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà agli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti. In un messaggio diffuso sui social network, ha sostenuto che gruppi organizzati sfruttano le manifestazioni per provocare scontri e caos, ribadendo il diritto di cittadini, lavoratori e commercianti a vivere le proprie città senza paura.

Il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto più prevenzione, una presenza maggiore sul territorio e strumenti operativi più ampi per gli agenti, sempre nel rispetto delle norme. Tra le possibilità indicate ha citato un impiego più incisivo degli idranti e del taser, oltre a un sistema giudiziario capace di accompagnare con rapidità l’attività delle forze dell’ordine.

Salvini ha inoltre sostenuto che, a suo giudizio, nelle piazze non si siano viste semplici iniziative studentesche o proteste, ma azioni compiute da persone intenzionate a creare disordini. La sua posizione si è aggiunta a quella di Meloni nel chiedere una risposta ferma agli episodi di violenza.


Danni, risarcimenti e responsabilità

Mentre il confronto istituzionale continua, il Comune di Milano sta completando la stima dei danni provocati durante gli scontri. Oltre alle vetrine, sono stati colpiti tavolini e sedie dei locali, balaustre, pavimentazioni e recinzioni di alcuni cantieri; le operazioni di pulizia sono iniziate già nella serata successiva agli episodi.

Sala ha spiegato che l’amministrazione intende quantificare con precisione le perdite per consentire il rimborso a chi ha subito danni. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha invece proposto di chiedere ai responsabili un risarcimento diretto, distribuendo tra gli autori e le loro famiglie il costo delle distruzioni ai danni di privati, enti pubblici e appartenenti alle forze dell’ordine.

Secondo Crosetto, chi infrange la legge e danneggia persone o beni deve assumersi anche il peso economico delle conseguenze. La proposta riguarda tanto i commercianti e i proprietari di veicoli quanto i Comuni e gli agenti coinvolti negli scontri.

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